sabato 23 novembre 2019

Irpinia: anniversario di una grande tragedia

Il giorno dopo di quel 23 novembre del 1980, trentanove anni fa, armato della mia inseparabile Leica arrivai tra i primi a Castelnuovo di Conza, piccolo comune poco distante da Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino. Appena percorsi pochi metri di quello che una volta era il corso, fui attirato da una debole voce che chiedeva aiuto. Era quella di Antonio, il ragazzo della fotografia, rimasto sepolto tra i resti della sua casa. Immediati i soccorsi per tirarlo fuori che ho documentato.
Il giorno prima alle 19.34 per novanta interminabili secondi quel terremoto colpì l’Irpinia con una magnitudo di 6.9, pari a circa il decimo grado della scala Mercalli. Una delle più grandi tragedie del nostro Paese che Alberto Moravia così descrisse: “Ho visto morire il Sud”.  Decine di comuni vicini all’epicentro — tra i quali Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Conza della Campania, Laviamo, Muro Lucano — furono quasi rasi al suolo, altri gravemente danneggiati. A Balvano il crollo della chiesa di S. Maria Assunta causò la morte di 77 persone, di cui 66 bambini e adolescenti che stavano partecipando alla messa della sera. Dei 119 comuni irpini, furono 99 quelli che riportarono danni alle strutture. Il sisma fu avvertito pesantemente anche a Napoli dove la gente si riversò in strada per passare la notte.
Il tempo ha placato le furenti polemiche sull’erogazione dei fondi per la ricostruzione e sulle risorse destinate allo sviluppo industriale, ma resta vivo il ricordo dell’impegno dei sindaci nella ricostruzione e quello dei volontari di tutta Italia in uno scenario post bellico. Come resta la scossa data dall’arrivo suoi luoghi della tragedia dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini e una prima pagina del quotidiano Il Mattino entrata nella memoria collettiva con l’appello «Fate presto.
foto di Maurizio Bizziccari

martedì 29 ottobre 2019

TERZA EDIZIONE DELL’OCEAN FILM FESTIVAL


Veramente ardua, al momento del voto, la preferenza da accordare a uno dei cortometraggi, tutti di altissimo livello, presentati nell’edizione 2019 dell’Ocean Film Festival al cinema Moderno a Roma il 16 ottobre, spettacolo di oltre due ore di proiezione, in cui i protagonisti vivono incredibili avventure sotto e sopra le acque.
Nove i titoli a concorso, di cui ben quattro dagli Stati Uniti (Adventure is calling, Manry at sea, Surface e Surfer Dan), due dall’Australia (Emocean e Namanu Rruni-Albatross Island), uno ciascuno da Argentina (Southern Right Whale), Canada (I am fragile) e Gran Bretagna (Forever). Avventura, Wildlife, Immersioni, Surf e Arte le sezioni. 

venerdì 25 ottobre 2019

Salutiamo Lucio Messina, il gentiluomo inventore del Tridente d’Oro

Lucio Messina è morto una settimana fa. È andato a raggiungere la sua adorata Maricetta. Si è spento nel sonno silenziosamente. Da vero gentiluomo, senza disturbare nessuno, come era il suo stile. È stato lui, circa 60 anni or sono, ad inventarsi la Rassegna della Attività Subacquee di Ustica con il premio Tridente d’Oro, facendo così conoscere la piccolissima isola a numerosissimi subacquei di tutto il mondo. Ustica per me era una chimera.
Nella foto Lucio Messina con Giulia nel 1999
Negli anni 70, le comunicazioni con l’isola da Palermo erano scarse e, per prendere il traghetto, era necessario dormire un giorno nella capitale siciliana. Se per caso il mare era mosso, il traghetto non partiva. Quindi quando Lucio Messina, che ormai da anni organizzava la Rassegna, venne a trovarmi a Roma, nella Libreria Internazionale Il Mare, gli raccontati delle difficoltà che incontravo per raggiungere l’isola. Lucio mi disse: ti inviterò

martedì 22 ottobre 2019

Il 6 novembre in libreria per un viaggio nel Mediterraneo antico

Mercoledì 6 novembre 2019 alle ore 18,30 presso la Libreria Internazionale Il Mare in Via del Vantaggio 19  Carlo Ruta e Francesco Tiboni presentano il loro volume Viaggio a Cartagine – Edizioni di Storia e Studi Sociali – dove si parla di un viaggio nel Mediterraneo antico partendo dall’Oriente. Giovanna Corradini, direttore della Casa editrice, ha intrapreso una bella, coraggiosa e faticosa iniziativa con la collana Mediterraneo e Storia, collaborando con autori importanti e documentati in archeologia e storia del Mediterraneo antico; Viaggio a Cartagine è l’ultimo volume di una lunga serie. Iniziativa coraggiosa perché pubblicare libri in questo periodo in Italia e in Sicilia, a Ragusa in particolare, ci vuole coraggio e amore per il proprio paese e la cultura. Per questo la Libreria Internazionale Il Mare collabora alla presentazione dei volumi pubblicati da questa piccola casa editrice. Libri che troviamo molto utili e interessanti, pieni di notizie, a un prezzo molto contenuto, che ci fanno ripercorrere i secoli di storia e di cultura della nostra Italia e dei popoli del Mediterraneo. In Viaggio a Cartagine, Carlo Ruta, storico e saggista, e Francesco Tiboni archeologo subacqueo e navale accompagnano i lettori in questo viaggio, partendo dalla terra di Canaan, dove si soffermano alla ricerca della civiltà del mondo fenicio per approdare a Cartagine mentre espande la sua civiltà in Occidente.

mercoledì 2 ottobre 2019

Incontri con gli autori: Civiltà egee alla scoperta dell'Occidente di Massimo Frasca e Dario Palermo

Mercoledì 16 Ottobre alle ore 18:30 presso i locali della Libreria Internazionale Il Mare in via del Vantaggio, 19 Roma presenteremo il nuovo volume di Edizioni di Storia e Studi Sociali
Civiltà egee alla scoperta dell'Occidente: viaggi, esplorazioni, colonizzazioni
Saranno presenti i due autori e massimi esperti dell'argomento
Massimo Frasca, docente di archeologia classica, Università di Catania e Dario Palermo, direttore della Scuola di specializzazione in Beni Archeologici, Università di Catania i quali dialogheranno con la professoressa Irene Berlingò, archeologa, già dirigente Mibact e Soprintendente della Calabria.
"Entrambi gli autori si sono formati in Sicilia pubblicando i maggiori corpora di materiali delle facies siciliane indigene contemporanee alla colonizzazione greca.

sabato 28 settembre 2019

Le scelte prese ora sono determinanti per il futuro del nostro oceano e della criosfera - Comunicato Stampa Ufficiale IPCC

MONACO, 25 settembre – L’ultimo Special Report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) evidenzia l’urgenza di dare priorità in maniera tempestiva ad azioni coordinate e ambiziose per affrontare cambiamenti persistenti e senza precedenti che riguardano l’oceano e la criosfera.

Il rapporto rileva i benefici per lo sviluppo sostenibile di un adattamento ambizioso ed efficace e, per contro, i crescenti costi e rischi di un’azione ritardata.
L’oceano e la criosfera – le parti ghiacciate del pianeta – giocano un ruolo fondamentale per la vita sulla terra.

giovedì 1 agosto 2019

1929-2019, il Dragone compie 90 anni



Il Dragone, il monotipo a chiglia più diffuso al mondo, compie 90 anni. È nato infatti nel 1929 dalla matita del progettista norvegese Johan Anker. Lungo 8,90 metri, facilmente carrellabile, venne costruito inizialmente in legno e per un quarto di secolo fu scelto come classe olimpica. A partire dal 1970 si cominciò a realizzarla anche in vetroresina, fino a superare gli oltre 6500 esemplari varati nel mondo. Sempre quest’anno l’associazione italiana di classe, fondata nel 1989, festeggia il trentennale. 

venerdì 26 luglio 2019

La Marina italiana prende in consegna il suo primo UNPAV


L’Angelo Cabrini è operativo. L’unità è nel programma Unpav (Unitá Navale Polivalente Alta Velocità), centrato sulla costruzione di almeno due imbarcazioni di questo tipo. La seconda unità, il Tullio Tedeschi, verata lo scorso maggio nel cantiere Intermarine di Messina, sarà completata nel 2020. Progettate per essere in grado di superare i 30 nodi (fino a 50 secondo alcune fonti), queste barche composite da 185 tonnellate sono equipaggiate con tre motori diesel MTU da 2000 kW ciascuno e tre idrogetti Kamewa.

Scioglimento record dei ghiacci Artici



Fa molto caldo nell'Artico. Le osservazioni meteorologiche mostrano che, all'inizio di luglio, la superficie del ghiaccio era sotto la linea del 2012, anno che aveva visto il record minimo in questa zona. Questo fenomeno è spiegato da pressioni atmosferiche molto elevate nel nord del continente americano, con un massimo sulla Groenlandia e basse pressioni sul lato eurasiatico. L'aria calda che risale lungo la costa del Mare di Laptev e un avvio molto veloce del periodo di scioglimento estivo causano una grande rottura del ghiaccio della banchisa.

martedì 9 luglio 2019

Navigare entro e oltre le 12 miglia guidati da un esperto

Con molto piacere mi occupo di questo volume dal titolo lunghissimo Navigare – Guida all’arte della Navigazione - Preparazione agli esami di patente nautica. Scritto da Umberto Damascelli e Claudio Rinaldini, pubblicato dalla Nautica Newton Editore. Umberto è venuto direttamente alla Libreria Internazionale il Mare a consegnarci il suo libro fresco di stampa, naturalmente con una dedica: “a Giulia e Marco, che il mare lo conoscono bene e lo amano come me. Buon Vento!”  Umberto Damascelli, è cliente della libreria il mare da numerosi anni e quando ci veniva a trovare, conoscendo le sue abilità di insegnante, non mancavamo di chiedergli di scrivere un testo per la preparazione degli esami. Più serio e documentato rispetto ai testi esistenti sul mercato. Ora eccolo qui.

sabato 29 giugno 2019

L’Area Archeologica sotto il nuovo Mercato di Testaccio

Il rione Testaccio si estende per circa 600 ha sulla riva sinistra del Tevere, conserva significative testimonianze e presenze monumentali delle varie epoche e vanta una continuità funzionale, dalla città antica alla città moderna, per la singolare vocazione economico commerciale periodicamente riemersa nel corso dei secoli. Il paesaggio dell’area è profondamente mutato nel corso dei secoli: all’inizio del II a.C la piana del Testaccio fu destinata alla

venerdì 28 giugno 2019

Ustica e i Tridenti d’Oro


Dal 1 al 7 luglio 2019, si svolgerà ad Ustica la 60 Rassegna delle Attività Subacquee e sarà dedicata a Sebastiano Tusa, il grande archeologo subacqueo scomparso nei cieli della Somalia. Andava in Tanzania per lavoro Sebastiano, lo avevano invitato per proseguire le ricerche di due Galeoni Portoghesi ritrovati nelle acque di quel paese. A sn. Lucio Messina e Giulia D’Angelo
Era il 10 marzo, ma Sebastiano aveva già consegnato parte dei tridenti d’oro del 2019 a Bologna e aveva iniziato, quale Presidente

mercoledì 26 giugno 2019

Erica e il suo libro Un anno in barcastop

Roma Libreria Il Mare 6 giugno 2019
Sono arrivata emozionata alla Libreria Il Mare per parlare del mio Un anno in barcastop; a Roma, la mia seconda casa, ci tenevo a fare bella figura.  Avrei voluto far ridere, trasmettere pensieri senza imporre verità assolute, raccontare il mare senza la pretesa di insegnarlo, che, tra il pubblico, ne ero sicura, ci sarebbero stati i Marinai, quelli veri, quelli con le palle a forma di timone.

mercoledì 12 giugno 2019

Gabriele Musante – Illustratore

Vive a Cattolica Gabriele Musante, illustratore e artista. E’ impegnato in alcuni progetti editoriali di illustrazione e pittura, con  soggetti di barche e marine.
Si è laureato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Subito dopo, si è dedicato per molti anni, alla vela, come istruttore, allenatore agonistico, agente nautico, restauratore e direttore di porti turistici.

martedì 11 giugno 2019

Racconti per immagini di cinque navigatori scrittori straordinari

Recentemente nella nostra Libreria, è stato presentato un volume dal titolo Navigatori Straordinari - I Pionieri della vela d’Altura scritto e disegnato da Gabriele Musante.
Vive a Cattolica Gabriele Musante, illustratore e artista. Si è laureato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Si dedica a tempo pieno all’arte con disegni, acquerelli e quadri aventi come soggetto il mare e le barche che sono la sua grande passione da sempre. Per Bolina ha realizzato alcune storie  disegnate e dedicate ai più famosi pionieri della navigazione da diporto. Un volume particolare uscito dalla fantasia dell’autore dove racconta la vita dei personaggi straordinari che sono stati i pionieri della vela d’altura, attraverso le immagini.

Viaggiare in mare con il barcastop

Erica Giopp, autrice del volume Un anno in Barcastop è una giovane donna, piacevole, ironica, colta, intelligente, e anche bella. Ha una laurea in Studi Orientali ottenuta all'Università La Sapienza di Roma, con un Master in Turismo presso l’Università Luiss Guido Carli. Lavora tra Roma e Milano, come interprete, mediatrice e marketing manager. Conosce numerose lingue, tra cui il cinese. Ha un bel nome che mi ricorda una valle lungo la costa sarda chiamata appunto Valle dell’Erica. E’ stata in viaggio in mare con il barcastop per un anno e per una ragazza nata in Pieve di Cadore, sulle dolomiti, non è niente male.  Ha 26 anni quando lascia lavoro, fidanzato, amici, famiglia, non per ritrovare se stessa e tantomeno per inseguire un’estrema avventura, ma scappa dai doveri, dagli impegni e dai sui trent’anni che si stanno avvicinando. In un anno percorre in barcastop 17.000 miglia, portando con se un piccolissimo bagaglio a mano. E cosa trova? Pochissime ore di sonno, moltissime ore di lavoro duro, intossicazioni alimentari, settimane di bonaccia, ma anche innumerevoli tramonti sull’oceano e uno stile di vita che si basa solo sull’essenziale. Un viaggio che attraversa oceani, isole e che le fa conoscere persone nei loro aspetti primordiali che appartengono a tutti gli uomini. Trova legami veri che nascono dal nulla con coloro che non parlano la sua stessa lingua, ma che non si lavano per giorni e indossano sempre gli stessi vestiti sporchi.

L’Oceano di Tarabaralla, un libro da leggere


Un nome poco usuale per una barca. La parola è un’espressione popolare toscana probabilmente di origine onomatopeica. Si usa con valore avverbiale ma con il tono di una esclamazione e vuol dire: circa, pressappoco, in un modo o nell’altro, poco male. Una frase che qualche volta usano i toscani suona così “avrà cinquantotto o sessant’anni, tarabaralla!”  Il nome della barca è indicativo anche dell’originalità dell’autore. Salvatore Mantaci, palermitano di origine, matematico e informatico, dalla Sicilia, si è trasferito a Milano quando aveva 27 anni. La mancanza del mare sotto casa è stata dura per lui. Dopo tante sofferenze per la mancanza del mare sotto casa, compra una barca dal nome Tarabaralla per realizzare un sogno e per fuggire da Milano. Si traferirà per mesi in barca durante i week end, coinvolgendo moglie e figlio. Il sogno man mano prende forma: la traversata dell’Atlantico in solitaria, dopo aver letto i libri dei grandi navigatori a vela, diventa realtà. Salvatore a 45 anni ha avuto coraggio e determinazione e con il consenso della moglie Caterina e del giovane figlio Federico, ha lasciato il suo ottimo lavoro, ben retribuito a Milano per avventurarsi con Tarabaralla nella traversata oceanica. Il sogno diventa realtà. Ci racconta i preparativi, Salvatore. Lo fa coinvolgendo il lettore che fa gioire con lui emozionandolo in ogni pagina, che scorre velocemente,

sabato 8 giugno 2019

Quote Tonno Rosso: la Tonnara di Carloforte in Sardegna

Abbiamo scritto recentemente dell’atteggiamento e dei problemi della tonnara dell’Isola di Favignana sulle quote tonno rosso divise dal Ministero delle Politiche Agricole tra le tonnare Italiane. Mentre a Favignana l’imprenditore Castiglione toglie le reti gettate a mare e Gianfranco Miccichè, presidente della Regione Sicilia fa un comizio alla popolazione, in Sardegna si fanno dichiarazioni di fuoco, all’agenzia giornalistica Dire che riportiamo di seguito. “Le elezioni in Sardegna sono state vinte di fatto dalla Lega, portata in Sardegna dal nuovo governatore, Christian Solinas. Matteo Salvini, durante la campagna elettorale nell’isola, ha preso l’impegno per una soluzione sulle quote sarde del tonno: voglio sperare che non sia proprio il Carroccio, a capo del ministero delle Politiche agricole, a togliere alla Sardegna il suo unico sistema di pesca del tonno”. Pier Paolo Greco, portavoce della consociazione tonnare della Sardegna, lancia l’ennesimo allarme sulla ripartizione delle quote tonno
Tonnara di Carloforte
nazionali “Da quando esistono le quote tonno- prosegue Greco per una serie di ragioni, a partire dalla mancanza di coordinamento tra le decisioni dell’Unione europea e la legislazione interna dei Paesi, abbiamo una quota dedicata alle tonnare fisse assolutamente ridicola. In più con un emendamento scellerato in Parlamento, si è consentito l’ingresso di altri due impianti, tra cui quello siciliano di Favignana, che si aggiunge a quelli sardi di Carloforte, Portoscuso e Gonnesa, che sono consorziate”. In questo modo, spiega Greco “si mantiene un’unica quota indivisa. Tradotto: chi pesca di più sopravvive, gli altri falliscono. È inaccettabile, stiamo cercando di

venerdì 7 giugno 2019

Roma e Cartagine: due civiltà a confronto


Roma e Cartagine, il nuovo volume pubblicato in aprile dall’Edizioni di Storia e Studi Sociali, è dedicato a Sebastiano Tusa. Citiamo dal testo: “ La tragica scomparsa di Sebastiano Tusa nel disastro aereo avvenuto il 10 marzo dl 2019 a Bishoftu, in Etiopia, costituisce una grave perdita per il paese civile e le comunità degli studi. All’archeologo Siciliano, collaboratore assiduo dei progetti storiografici delle Edizioni di Storia e studi Sociali, è dedicato quest’opera”
Dieci sono gli autori ognuno con un capitolo diverso e una diversa materia di studio storico e archeologico (vedi in basso) che hanno dato vita a questo saggio collettivo dove ritroviamo chiavi di lettura innovative sul contributo del mondo fenicio- Cartaginese ai progressi materiali e conoscitivi del Mediterraneo antico, relativi alla nascita e all’evoluzione dell’Occidente.
La metropoli nordafricana e la città del Tevere si disputarono per parecchi decenni l’egemonia del Mediterraneo. In una prima fase, lunghissima, esse vissero in pace. Trattarono, si accordarono per i commerci, cercarono di stabilire

mercoledì 5 giugno 2019

I misteri del tonno. Dai cold cases alle indagini satellitari

Il biologo Antonio Di Natale è l’autore di questa “cold cases” sui misteri del tonno.
Il tonno si studia da oltre 2200 anni, sappiamo più o meno dove la sua pesca è stata più intensa, dove si riproduce prevalentemente, ma dobbiamo ancore scoprire molte cose della sua vita e ci mancano tantissimi elementi per poter gestire ancora meglio questa specie. Moltissimi aspetti della sua storia naturale sono ancora del tutto sconosciuti e misteriosi. Le grandissime variazioni della sua distribuzione, sia storiche che recenti, sono spesso senza le necessarie spiegazioni. È presente in tutto l’Oceano Atlantico sino al Mare Artico, il Mare del Nord ed il Mediterraneo. È stato presente anche nel Mar Baltico e nel Mar Nero, dove ultimamente sta lentamente tornando. È in grado di stare in acque con temperature di 2°C o acque con temperature oltre i 36°C e di andare dalla superficie ad oltre 2000 metri di profondità.
Le statistiche di pesca usate sinora sono troppo recenti per darci una buona idea della distribuzione nel tempo e delle sue variazioni, mentre i dati dettagliati sulla pesca alturiera sono disponibili solo dagli anni ‘50. Mancavano troppi secoli di dati! Certamente, in tempi recenti, abbiamo almeno tre grandi variazioni distributive solo parzialmente spiegabili: la scomparsa della pesca in Brasile ed in Norvegia e la scomparsa del tonno dal Mar Nero.
Per il Brasile, sembra che il fenomeno sia legato ad un cambio importante in alcuni fattori oceanografici, indotto da oscillazioni climatiche nell’Atlantico, ma non è certo.
In Norvegia, in Germania e nel Baltico  il tonno è stato presente, talvolta massivamente, per oltre 20 anni (tra il 1950 ed il 1970), per poi scomparire improvvisamente per oltre 30 anni e quindi riapparire dopo il 2010. Anche qui, sembrava che il fenomeno fosse legato alla pesca, ma poi si è visto che ci sono stati cambi oceanografici e climatici ed effetti collaterali che hanno condizionato la distribuzione della risorsa. La scomparsa del tonno dal Mar Nero è meno chiara e più intrigante! Il tonno era massivamente presente nel Mar Nero e le sue migrazioni erano conosciute dall’antichità, sin dai tempi di Aristotele. Con un rapidissimo declino, il tonno scomparve completamente alla fine degli anni ’70. L’inquinamento fu una delle cause, insieme ad importanti variazioni della catena trofica. Ora sta lentamente tornando. La sua recente ricomparsa nel Mar Nero è ancora più intrigante!
Con una complessa indagine riservata sul web e sul dark-web condotta dal GBYP (Grand Bluefin Tuna Year Programme), è stato possibile trovare la documentazione necessaria. A partire dal 2002 ci sono notizie certe su un graduale ritorno del tonno nel Mar di Marmara e negli Stretti, mentre dal 2007 è riapparso anche nel Mar Nero, dove le catture sono poi state documentate ogni anno. Recentemente il tonno ci ha fatto vedere quanto i fattori oceanografici siano importanti per i suoi spostamenti. Lo spostamento della principale attività di pesca dal Tirreno meridionale alle zone a Sud di Malta e nel mediterraneo orientale a metà degli anni ’90 appare correlata agli effetti dell’Eastern Mediterranean Transient. Il ritorno parziale del tonno nel Tirreno meridionale a partire dal 2006 conferma questa ipotesi. 

domenica 2 giugno 2019

Aiamola Aiamola. Vogliono uccidere la Regina delle Tonnare

Favigna. Muciara con Rais Gioacchino Ernandes 1983
“Giulia dobbiamo tornare in pista” mi dice al telefono Maria Guccione, mia amica dal 1980 e musa protettrice delle Egadi. Capisco subito che ci sono problemi per la mia isola del cuore: Favignana. Maria racconta “il 17 aprile il Ministero col D.M 6750 ha assegnato alle tonnare italiane una quota indivisa di pesca di 84 tonnellate di tonno. La ditta Castiglione di Trapani ha immediatamente calato le reti in quanto si era già in epoca di passaggio dei tonni rossi Thunnus thynnus e ha assunto decine di operai. In piena campagna di pesca il 30 maggio, DM 235, il Ministero con un improvviso cambio di carte, ha deciso di spartire le quote di pesca del tonno, assegnando a Favignana solo 14 Tonnellate e il resto alla Sardegna. Una  decisione scellerata che uccide definitamente la Regina delle Tonnare perché 14 tonnellate di pesca non bastano neanche a coprire le spese che Castiglione ha già effettuato, quindi la ditta ha annunciato di essere costretta a interrompere la pesca”. La frase di Maria "dobbiamo tornare in pista" è tutta un programma perché ricorda le tante battaglie iniziate negli anni 80 che facemmo insieme a Gin Racheli e Nino
Gioacchino e Clemente con tonno da 500 kg
Allegra, per la salvaguardia e il miglioramento delle isole Egadi. Attraverso le annuali e numerose Settimane delle Egadi durante la pesca del tonno, abbiamo organizzato dibattiti con numerosissimi intellettuali, professori, amanti della natura e giornalisti. Abbiamo lottato strenuamente perché a Favignana non si facesse un altro carcere ma che si abolisse quello esistente, abbiamo coinvolto politici, senatori, deputati per far si che alle Egadi non istallassero le piattaforme petrolifere che l'Agip aveva in programma. Abbiamo anche lottato duramente affinché lo stabilimento Florio, costruito dalla famiglia siciliana a Favignana, venisse restaurato e divenisse un Museo. Tutto questo è stato poi realizzato in 30 anni. Con il prestigioso apporto, poi, del grande archeologo siciliano Sebastiano Tusa che ha ritrovato il luogo della Battaglia delle Egadi e recuperato dal mare una ventina di rostri e altri importanti reperti, senza spendere denari pubblici. Sebastiano ha cercato e trovato la collaborazione gratuita di Giorgio Bass e della nave oceanografica Hercules. Dentro il Museo della tonnara sono in mostra, una parte dei venti rostri appartenuti alle flotte Romane e Cartaginesi, che nelle acque delle Egadi hanno

lunedì 27 maggio 2019

Parigi 2024, prove di vela olimpica


Laser
Mentre gli atleti si allenano per le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020, il World Sailing's Council, massimo organismo decisionale per la vela olimpica, ha preso decisioni importanti su imbarcazioni e attrezzature da utilizzare nelle prove di vela olimpica di Parigi 2024.
Nel corso dell'incontro di metà anno concluso a Londra, in Gran Bretagna il 19 maggio il Laser, deriva monotipo per una persona di equipaggio, è stato selezionato nella sua categoria, sia per uomini che donne, come anche il Kitesurf Formula IKA, tavola che ha per vela un aquilone, per il Kiteboard maschile e femminile e il 470, deriva monotipo per due persone, per equipaggi maschili e femminili.
Laser standard maschile
La raccomandazione del Board di selezionare la RS: X come windsurf da uomo e da donna è stata respinta ed è stata richiesta una nuova selezione. Inoltre è stata confermata anche la procedura per la selezione dell'imbarcazione d’altura a chiglia fissa per due persone nelle categorie uomini e donne, ancora da individuare. La selezione andrà fatta entro il 31 dicembre 2020.
Inoltre il World Sailing ha decretato che tutte le classi devono avere concluso gli accordi FRAND (Anti-Trust) entro l’ 1 agosto 2019, altrimenti si sceglierà un'altra classe tra le selezionate. L'unica classe realmente interessata da questo requisito è proprio il Laser, che è attualmente prodotto da un unico marchio.
La vela partecipa alle Olimpiadi fin dalla costituzione dei Giochi moderni nel 1896, anche se in quella edizione, per il maltempo, l’evento fu annullato.
Le classi veliche che parteciperanno alle prossime Olimpiadi di Tokyo. In Giappone nel 2020, saranno 10, tra derive, windsurf e multiscafi: Finn e Laser Standard,

sabato 18 maggio 2019

La Nave più bella del mondo, orgoglio della Marina Militare


La Nave più bella del mondo è in sosta a Civitavecchia fino al 21 maggio. La sua visita è da non perdere. L’Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina Militare, ambasciatrice nel mondo del
Made in Italy e delle sue eccellenze, nonché messaggera dei valori fondamentali della Marina Militare. Nel 1962 nell’incontro in Mediterraneo con la portaerei americana USS Independence, che lampeggiò con il segnalatore luminoso: Chi siete?, a cui fu risposto: Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana. Al che dalla portaerei si ribatté: “Siete la più bella nave del mondo”.
Nave Vespucci è stata varata Il 22 Febbraio 1931 a Castellammare di Stabia. Quel giorno fu sentito particolarmente non solo dalle autorità, ma anche e soprattutto della cittadinanza.

mercoledì 15 maggio 2019

Nave Cigala Fulgosi della Marina Militare Italiana salva 36 naufraghi


La mattina del 9 maggio scorso, l’unità Cigala Fulgosi della Marina Militare italiana, una delle nuove unità combattenti realizzate con caratteristiche stealth, mentre conduceva la propria missione nell’ambito di Mare Sicuro, a circa 75 chilometri dalla costa libica, ha incontrato una piccola imbarcazione, con 36 persone sprovviste di salvagenti, che imbarcava acqua e che era in procinto di affondare con imminente pericolo di vita per le persone imbarcate.
In base alle stringenti normative nazionali ed internazionali, nave Cigala Fulgosi è intervenuta salvando i 36 occupanti del natante, di cui 2 donne e 8 bambini, per i quali è attualmente in atto la verifica delle condizioni di salute e delle relative identità, in stretto coordinamento con le competenti autorità nazionali. La Marina Militare

lunedì 13 maggio 2019

Superba di nome e di fatto il J24 campione d’Europa


La Superba, il J24 della Marina Militare, è campione d’Europa 2019. Il J24, monotipo a chiglia fissa progettato Rod Johnstone nel 1976 è l’imbarcazione a vela più popolare del mondo. L’equipaggio è composto solitamente da cinque elementi, ma le regole della categoria richiedono soltanto che ci sia un equipaggio minimo di tre, con un peso totale inferiore a 400 kg. Il suo scafo dislocante e adatto alle regate, è dotato di interni relativamente spaziosi, con quattro cuccette, serbatoio dell’acqua dolce e lavabo che la rendono adatta anche alla crociera costiera.
Dopo nove prove disputate nelle acque greche di Patrasso per gli atleti del Centro Velico di Napoli della Marina Militare (Ignazio Bonanno skipper, in equipaggio con Simone Scontrino, Vincenzo Vano, Francesco Picaro, Alfredo Branciforte e

venerdì 3 maggio 2019

Storia dei Mediterranei

La piccola casa editrice Edizioni di Storie e Studi Sociali, di Ragusa, capitanata dalla coraggiosa Giovanna Corradini che prosegue la sua opera di ricerca pluridisciplinare e storiografica del Mare Nostrum, ha pubblicato in questi giorni il secondo volume di Storia dei Mediterrano, che ci racconta la storia da prospettive inusuali. Il libro sarà presentato alla Libreria Internazionale Il Mare Mercoledì 8 maggio 2019 alle 18,30 in via del Vantaggio, 19 - 00186 Roma. Ci saranno per l’occasione gli autori:
Massimo Cultraro, ricercatore CNR Catania e docente Unipa
Flavio Enei, direttore Museo della Navigazione Antica di Santa Severa.
Carlo Ruta, saggista e storico del Mediterraneo.
Insieme agli autori parleranno della storia del nostro mare anche: Gaspare Baggieri coordinatore Museo Nazionale dell'Alto Medioevo Roma; Pino Blasone scrittore e studioso del mondo orientale; Maurizio Gentilini del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma; Elisabetta Mangani già funzionario Museo Nazionale L. Pigorini. Sarà un incontro che gli amanti del mare e della nostra storia non dovranno perdere.
Nel volume, di circa 500 pagine, che prende le mosse dalle fratture storiche che aprirono alla modernità, vengono passati al vaglio aspetti determinanti di questo lungo periodo, con un approfondimento di aspetti spesso scarsamente presenti  nelle storiografie novecentesche. 

lunedì 15 aprile 2019

Incontri con gli autori

Predrag Matvejevic e Björn Larsson Mare del Nord incontra 
il Mediterraneo
Björn Larsson: 2010 Serata dei 35 anni della Libreria Il mare
Non possiamo dimenticare quel giovedì del 19 ottobre 2006, quando nei locali della Libreria Il Mare, in quel momento in via di Ripetta 239 il romanziere svedese Björn Larsson e lo scrittore croato Predrag Matvejevic, per la prima volta insieme a Roma, hanno incontrato i loro lettori e tutti gli appassionati di mare. L’evento si sviluppò intorno alle note del contrabbasso di Roberto Bellatalla, al canto di David Barittoni e alla voce recitante di Antonio Iuorio. Una serata indimenticabile in compagnia di due grandi esponenti della letteratura europea con l’alternanza di musica, lettura di brani, canti e interventi del pubblico. Ci aveva fatto conoscere Björn, la nota regista Wilma Labate, che avrebbe voluto fare un film tratto dal libro di Larsson Il porto dei sogni incrociati, uno dei suoi romanzi di grande successo. Matvejevic invece lo avevamo conosciuto già nel 1996 e coinvolto nell’evento AmordiMare organizzato dalla Libreria Internazionale Il Mare a Piazza del Popolo.
Ai due grandi autori di mare chiedemmo, Marco ed io, in date diverse, di scrivere qualcosa per noi. Predrag ci inviò un testo inedito pubblicato sulla rivista Il Mare, mentre Bjorn, sempre impegnatissimo, ha rinviato ogni anno, la stesura del suo testo. Predrag, l’autore del meraviglioso saggio Breviario Mediterraneo è volato in cielo, mentre con Larsson è nata una grande amicizia, basata sull’amore per il mare e le barche a vela. Gli incontri con Bjorn si sono susseguiti spesso nel

lunedì 1 aprile 2019

Le Vie delle Indie

Le navi di Hatshepsut a Punt bassorilievo di Deir el Bahari
Si è parlato molto, in questi giorni, degli accordi commerciali con la Cina e della visita, a Roma, di Xi Jinping, segretario generale del Partito Comunista Cinese e Presidente della Repubblica Cinese. Media, giornali, televisioni ci hanno bombardato di notizie sull’accordo chiamato la “Via della Seta”. Tutti hanno pensato a Marco Polo e il suo resoconto  “Il Milione” che descriveva il suo lunghissimo viaggio da Venezia fino in Cina. Pensando a tali notizie, mi è venuto in mente di aver letto molti altri volumi

lunedì 18 marzo 2019

Archeologia subacquea fra tutela e valorizzazione

Dal collega trapanese Luigi Benedetti abbiamo ricevuto questo ricordo di Sebastiano Tusa che volentieri pubblichiamo. È una lunga intervista fatta nel 2016 dove Seba si racconta e fa il punto sull’Archeologia subacquea e la tutela dei beni culturali.

Ho conosciuto il soprintendente del mare Sebastiano Tusa qualche anno fa quando, da giovane subacqueo appassionato, mi proposi come volontario per delle campagne di scavo. Feci la conoscenza di quello che, per me, era una specie di mito non tanto per il ruolo che ricopriva e ciò di cui era protagonista in quel momento quanto, principalmente, per il suo essere testimone di una delle pagine più romantiche e a cui sono più legato, per passione personale, della storia della Sicilia: la ricerca archeologica subacquea e, più in generale, l’esplorazione degli abissi. Quali e quante storie, legate alla subacquea e poi all’ambito archeologico sarebbe possibile raccontare? Tante! Oggi la Sicilia non parla più quella lingua dei sogni; ma, affranti come siamo da una quotidianità fatta di fallimenti e mancanza di cultura, è importante testimoniare cosa è stato possibile far nascere e affermare in questa terra: la terra dei ragazzi della Panaria Film, della caccia subacquea diventata sfida agli abissi e del mitico Cecè Paladino, pioniere della ricerca archeologica subacquea. Storie che partono da lontano e ci raccontano di un’epoca felice. Ecco: il merito di Sebastiano Tusa potrebbe esser valutato solo relativamente al suo lavoro di archeologo e alle sue scoperte; ma c’è qualcosa che va oltre questo. C’è un uomo che è riuscito, attraverso il suo lavoro e la sua passione, a non far morire
Roma 2013: Seba con Donatella Bianchi
e portare con sé tutto questo patrimonio di storie di vita e di emozioni; che è riuscito a scrivere una pagina del grande libro di questa avvenuta sottomarina ed è diventando il più grande testimone vivente di una terra, la Sicilia, dove i sogni erano realtà. Da tempo pensavo di rincontralo per una intervista e quando è stato possibile ho colto l’occasione per farmi raccontare le sue più grandi scoperte, le tecniche utilizzate, le vicende storiche a loro legate e alcuni degli aneddoti che hanno cambiato il corso della storia dell’umanità. Inoltre, durante la nostra lunghissima chiacchierata, ho avuto anche la possibilità di ascoltare le sue opinioni sulla politica, sugli errori commessi e le vicissitudini, passate e presenti, legate alla tutela dei beni culturali in Italia.
La Soprintendenza del Mare nacque nel 2004. È passato ormai tanto tempo ed è certamente possibile fare dei bilanci. Può raccontarci come e quando nacque l’idea e in che circostanze si riuscì a far venire alla luce il tutto?
“Da un punto di vista tecnico-scientifico, l’avere una struttura che si occupasse solo di mare era una esigenza che partiva da lontano, già dagli anni ’70. Il legislatore siciliano, durante il passaggio di competenza dallo stato alla regione, con le leggi 80 e 116 sui beni culturali, aveva previsto una stazione di archeologia subacquea presso Lipari; non

domenica 17 marzo 2019

Sebastiano Tusa, servitore dello Stato

È volato in cielo un amico, un servitore dello stato, un archeologo subacqueo di fama mondiale, uno scrittore di archeologia, un paletnologo, un grande lavoratore, un vulcano di idee, un uomo integerrimo, un grande amante del mare, Assessore alla cultura della Regione Sicilia, Sovrintendente del mare della Regione Sicilia, Presidente dell’Accademia Internazionale della Attività subacquee, Tridente d’oro. Ispettore archeologo presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini. Ha effettuato scavi archeologici in Turchia, Iraq, Pakistan e tanti altri paesi. In Italia ricordiamo: Selinunte, Vivara, Egadi, Pantelleria con molti lavori che hanno messo in luce aree archeologiche eccezionali, Eolie con 4 navi scoperte integre e denominate Panarea 1, 2, 3 e 4. A lui si deve anche il trattato internazionale sfociato nella Convenzione UNESCO 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. Tutto questo è stato Sebastiano Tusa. 
Ancora non posso crederci!! Aveva vinto la battaglia contro una brutta malattia ed è morto per un aereo malfunzionante. Non sarà possibile dimenticare e sostituire Sebastiano Tusa. Era “un servitore dello Stato”, come amava definirsi. È riuscito ad effettuare ricerche archeologiche subacquee trovando fondi fuori dall’Italia, grazie al suo carisma e alle sue grandi doti di studioso. 
Gaeta: elmo montefortino e rostro
L’ho conosciuto a Roma  nel 1969 durante le lotte studentesche. Era giovanissimo “un pischello” come si dice a Roma. Ci siamo persi di vista per alcuni anni. Mentre lui girava il mondo io ho creato la Libreria Internazionale il Mare e così ci siamo ritrovati, ambedue subacquei e amanti del mare ancora a Roma, dove abbiamo organizzato incontri di archeologia subacquea, quando gli archeologi subacquei professionisti erano pochissimi e quando i subacquei appassionati di archeologia depredavano i relitti nel nostro Mediterraneo. Poi ancora ci siamo ritrovati a Favignana, quando per l’Ente Provinciale del Turismo di Trapani organizzavo la Settimana delle Egadi e i Convegni di archeologia subacquea con il supporto di Maria Guccione, Gin Racheli e Nino Allegra

martedì 12 marzo 2019

Parrocchetti: un’invasione particolare, sono ovunque

Me lo sono trovato di fronte all’improvviso, addirittura stava per entrare dalla finestra! Mi ha guardato stupito prima di volare via in un battito d’ali. Si tratta di un piccolo pappagallo, il parrocchetto, che da qualche tempo ha colonizzato i nostri giardini. Per saperne di più ho chiesto informazioni al nostro “informatore” Fabrizio… , che lo ha anche disegnato.

Il loro volo è rapido, sfrecciante, in gruppo, rumoroso per quel caratteristico e continuo gracidio. Si spostano  da un parco all'altro, da un filare di platani a un gruppo di pini, si posano ovunque ci sia cibo: nespole, arance amare che decorano viali e giardini storici, melograni, ma anche semi di magnolia, datteri di palma (non da olio). I loro nidi sono vistosamente grandi (fino a 200 chili di rami intrecciati) oppure nelle cavità di alberi. Due tipologie di nidi diversi perché loro, i parrocchetti che hanno invaso le città italiane e anche molte altre europee, sono due specie diverse.
Parrocchetto monaco
Il parrocchetto che vive nei grandi nidi comunitari è il Monaco, piumaggio quasi tutto di un bel verde luminoso ma con il petto grigio chiaro e un becco bruno giallastro.  Il parrocchetto dal collare invece fa il nido nel cavo degli alberi o persino in cavità artificiali. È totalmente verde smeraldo con un collarino che dalla gola gira indietro alla testa e un becco di un bel colore rosso acceso.
Due specie diverse quindi ma un'unica famiglia quella degli psittacidi. Mentre il Monaco è originario delle aree subtropicali dell'America del Sud (dall'Argentina al Brasile) il Parrocchetto dal Collare  aveva il suo habitat nativo nella

domenica 10 marzo 2019

Una barriera corallina al largo del mare di Bari

Con robot e particolari tecniche di immersione alla profondità di circa 50 metri ricercatori del dipartimento di Biologia dell’Università di Bari e delle Università Tor Vergata di Roma si sono imbattuti in una scogliera corallina fra i 40 e i 55 metri di profondità, a circa due chilometri dalla costa del comune a sud di Bari. È una scoperta eccezionale: è la prima volta che nel Mediterraneo si scopre una barriera con caratteristiche molto simili a quelle equatoriali. “L’aspetto paradossale è che ce l’avevamo davanti agli occhi e non l’abbiamo mai vista” ha raccontato il biologo Giuseppe Corriero, direttore del team di ricerca, quando si è imbattuto in “qualcosa di strano” e ha voluto vederci chiaro. L’ipotesi è che il fronte della barriera possa estendersi anche ben oltre, seppure non in modo uniforme: in direzione del capoluogo pugliese, da un lato, e fino a Otranto, dall’altro. A rendere unica la barriera corallina pugliese sarebbero almeno due peculiarità. La prima: la profondità di circa 50 metri.
Quindi l’habitat e i suoi colori: “Nel caso delle barriere delle Maldive o australiane i processi di simbiosi tra le madrepore (animali marini che costituiscono i banchi corallini) sono facilitati dalla luce, mentre la nostra barriera vive in penombra e quindi le madrepore costituiscono queste strutture imponenti di carbonato di calcio in assenza di alghe”. Ecco, dunque, i colori più “soffusi, dati da spugne policrome con tonalità che vanno dall’arancione al rosso, fino al viola”. Per difendere questo tesoro nascosto, i ricercatori hanno allertato l’Ufficio parchi e tutela della biodiversità della Regione. Lo scenario che si apre da oggi, in termini di economia del turismo e di tutela del mare, è sotto gli occhi di tutti.

martedì 12 febbraio 2019

Fermate il mondo, voglio scendere. La tragedia dei migranti

È risaputo che la nostra libreria è un vero e proprio “porto di mare”. Ogni giorno vi attraccano le più diverse imbarcazioni, per lo più sono quegli assidui frequentatori appassionati di tutto ciò che li avvicina al Mare, con la emme maiuscola. In questo caso ha bussato alla nostra porta un nostromo, si chiama Andrea Ferrari, ha portato queste sue riflessioni sul tema migranti che noi volentieri pubblichiamo…
I tragici eventi, legati ai flussi di migranti via mare, suscitano, soprattutto da un anno a questa parte, i commenti, le azioni e i giudizi più disparati, ispirati dalle “esigenze di copione” proprie delle fazioni che si fronteggiano nell’agone politico – mediatico. L’uomo della strada guarda, legge, ascolta e, sempre più confuso, cerca, con grandissima difficoltà, di farsi una propria idea su quello che è accaduto, che accade e che, inevitabilmente, accadrà. Leggendo o ascoltando i ripetuti

mercoledì 6 febbraio 2019

L’Ibis Eremita. Storia di Dusti ucciso da un cacciatore scellerato


Lo hanno trovato ucciso a fucilate nelle campagne non lontane da Siena. Dusti era il suo nome e così lo avevano chiamato i ricercatori, i promotori e gli ideatori di un progetto ardito ed esaltante allo stesso tempo: riuscire a far tornare a vivere in Europa una popolazione vitale (almeno 120 esemplari) di Ibis eremita (Geronticus eremita), un uccello rarissimo che in natura si trova ancora in Turchia, in Marocco e forse in Siria. Dusti aveva un Gps attaccato al corpo e anelli di riconoscimento azzurri alle gambe. Non poteva essere confuso con un’anatra o un’altra specie cacciabile anche perché l’Ibis eremita è inconfondibile. Intanto è un ibis e quindi ha

domenica 3 febbraio 2019

Teoderico: storia del Re goto che immaginò l’Italia

Un modo veramente cult per chiudere il mese più corto dell’anno? Venite allora in libreria mercoledì 27 alla solita ora, le 18.30, per conoscere il Re barbaro che immaginò l’Italia, ovvero Teoderico detto il Grande, ma più correttamente Teodorico. L’autore del saggio, è Carlo Ruta che ne parlerà con l’archeologa Elisabetta Mangani e la ricercatrice Carla Sfameni. A coordinare la serata come al solito sarà il grande amico della libreria il giornalista e documentarista Pippo Cappellano.
Teoderico, re goto in Italia dal 493 al 526, si presenta come una delle figure più forti ed emblematiche dell’Europa tardo-antica.