venerdì 26 luglio 2019

La Marina italiana prende in consegna il suo primo UNPAV


L’Angelo Cabrini è operativo. L’unità è nel programma Unpav (Unitá Navale Polivalente Alta Velocità), centrato sulla costruzione di almeno due imbarcazioni di questo tipo. La seconda unità, il Tullio Tedeschi, verata lo scorso maggio nel cantiere Intermarine di Messina, sarà completata nel 2020. Progettate per essere in grado di superare i 30 nodi (fino a 50 secondo alcune fonti), queste barche composite da 185 tonnellate sono equipaggiate con tre motori diesel MTU da 2000 kW ciascuno e tre idrogetti Kamewa. L'autonomia è data a 1500 miglia a 16 nodi. Oltre l’equipaggio di 9 membri, possono

Scioglimento record dei ghiacci Artici


Fa molto caldo nell'Artico. Le osservazioni meteorologiche mostrano che, all'inizio di luglio, la superficie del ghiaccio era sotto la linea del 2012, anno che aveva visto il record minimo in questa zona. Questo fenomeno è spiegato da pressioni atmosferiche molto elevate nel nord del continente americano, con un massimo sulla Groenlandia e basse pressioni sul lato eurasiatico. L'aria calda che risale lungo la costa del Mare di Laptev e un avvio molto veloce del periodo di scioglimento estivo causano una grande rottura del ghiaccio della banchisa.
Dalla fine di giugno, il tasso di fusione si è accelerato e sono stati persi più di 2,2 milioni di kmq di ghiaccio (un'area più grande di quella della Groenlandia). Ciò corrisponde a una scomparsa di 110.000 km2 al giorno, che è il doppio del normale. L’11 luglio scorso, la superficie dei ghiacci era di 8,19 milioni di kmq. L'anno scors, alla stessa data, misurava 9,08 milioni di kmq.
Dal fine settimana del 14 luglio, la situazione sta cambiando con la comparsa di un minimo freddo centrato sull'Artico. Le conseguenze sulla banchisa sono ancora difficili da determinare, tra un effetto potenzialmente positivo, con una massa d'aria più fresca e umida, che limita a priori il riscaldamento negli strati bassi dell’aria, e un effetto negativo per una dispersione e un indebolimento dei ghiacci dovuto ai venti legati a questo tipo di depressioni artiche.

martedì 9 luglio 2019

Navigare entro e oltre le 12 miglia guidati da un esperto

Con molto piacere mi occupo di questo volume dal titolo lunghissimo Navigare – Guida all’arte della Navigazione - Preparazione agli esami di patente nautica. Scritto da Umberto Damascelli e Claudio Rinaldini, pubblicato dalla Nautica Newton Editore. Umberto è venuto direttamente alla Libreria Internazionale il Mare a consegnarci il suo libro fresco di stampa, naturalmente con una dedica: “a Giulia e Marco, che il mare lo conoscono bene e lo amano come me. Buon Vento!”  Umberto Damascelli, è cliente della libreria il mare da numerosi anni e quando ci veniva a trovare, conoscendo le sue abilità di insegnante, non mancavamo di chiedergli di scrivere un testo per la preparazione degli esami. Più serio e documentato rispetto ai testi esistenti sul mercato. Ora eccolo qui. Il volume è suddiviso in due importanti sezioni: la prima riguarda la navigazione entro le 12 miglia e parte dalla normativa per proseguire con la sicurezza della navigazione. Un capitolo è dedicato al regolamento per prevenire gli abbordi in mare. Vi si spiega come effettuare la navigazione in prossimità della costa e in acque interne, per finire, questa prima parte, con l’Assistenza e il salvataggio, di attualità in questo momento storico. Vi si trovano molti altri altri capitoli riguardanti la parte dedicata alla navigazione entro le 12 miglia dalla costa.
La seconda parte del libro si occupa della navigazione oltre le 12 miglia, diviso in numerosi

sabato 29 giugno 2019

L’Area Archeologica sotto il nuovo Mercato di Testaccio

Il rione Testaccio si estende per circa 600 ha sulla riva sinistra del Tevere, conserva significative testimonianze e presenze monumentali delle varie epoche e vanta una continuità funzionale, dalla città antica alla città moderna, per la singolare vocazione economico commerciale periodicamente riemersa nel corso dei secoli. Il paesaggio dell’area è profondamente mutato nel corso dei secoli: all’inizio del II a.C la piana del Testaccio fu destinata alla costruzione di un nuovo porto, l’Emporium, e fino al I- II d.C. occupata da edifici per la conservazione e l’immagazzinamento delle merci tra cui la Porticus Aemilia  e da una grande discarica di anfore olearie (Monte dei Cocci o Monte Testaccio). Dal VII sec. d. C. la piana subì un progressivo fenomeno di ruralizzazione e dall’età medievale fu
destinata all’impianto di orti e vigne, assumendo l’aspetto tipico della campagna suburbana con casali. Dopo l’unità d’Italia, il Piano Regolatore del 1871 destinò l’area a ospitare gli stabilimenti industriali e le annesse abitazioni operaie. Lo scavo del Nuovo Mercato Testaccio, un quadrilatero di circa un ettaro, partito dalla quota stradale di 15,00 metri s.l.m., si è approfondito fino a raggiungere la quota media di 9,00 metri ca. s.l.m ed ha restituito una stratigrafia ininterrotta dall’età primo imperiale alla età contemporanea. Una fase primo imperiale (età augustea-età flavia; I sec. d.C.) ha messo in luce nel settore nordorientale dello scavo e poi in quello occidentale, un sistema di ambienti

venerdì 28 giugno 2019

Ustica e i Tridenti d’Oro


Dal 1 al 7 luglio 2019, si svolgerà ad Ustica la 60 Rassegna delle Attività Subacquee e sarà dedicata a Sebastiano Tusa, il grande archeologo subacqueo scomparso nei cieli della Somalia. Andava in Tanzania per lavoro Sebastiano, lo avevano invitato per proseguire le ricerche di due Galeoni Portoghesi ritrovati nelle acque di quel paese. A sn. Lucio Messina e Giulia D’Angelo

Era il 10 marzo, ma Sebastiano aveva già consegnato parte dei tridenti d’oro del 2019 a Bologna e aveva iniziato, quale Presidente dell’Accademia Internazionale delle Scienze e Attività subacquee, a programmare la 60 Rassegna di Ustica a cui teneva moltissimo. Ci aveva inviato per mail un brevissimo messaggio, come era suo uso: “Dateci idee”. Queste due parole volevano dire, datemi una mano. Era stanco Sebastiano, aveva troppi impegni e mi aveva confidato a Bologna che dopo questa 60° Rassegna, avrebbe lascito ad altri la Presidenza dell’Accademia. Capivo
le sue ragioni perché era oberato di lavoro tra l’Assessorato alla Cultura della Regione Siciliana, la
Soprintendenza del Mare, l’Accademia, i libri che scriveva, gli scavi archeologici di Selinunte, Pantelleria, le Egadi, Ustica e tanti altri, non sapeva a chi dare i resti. Ma gli dissi:“ non lasciare, senza di te questa associazione muore”. A ds. Sebastiano Tusa conferisce a Giulia il Tridente Award per la liberia Il Mare.
Ci siamo comunque attivati con la Libreria Internazionale Il Mare per la buona riuscita della Rassegna. Ustica per me è sempre stata l’isola del cuore, insieme a Favignana. Avevo dovuto penare vari anni prima di poterla raggiungere. Negli anni 70, le comunicazioni con l’isola, da Palermo erano scarse e per prendere il traghetto era necessario dormire un giorno nella capitale siciliana. Se per caso il mare era mosso, il traghetto non partiva. Quindi quando incontrai Lucio Messina, che da anni organizzava la Rassegna, gli raccontati delle difficoltà che incontravo per raggiungere l’isola. “non ti preoccupare” – mi disse Lucio – “ ti inviterò alla prossima rassegna e organizzerai così una mostra di libri di mare”.

mercoledì 26 giugno 2019

Erica e il suo libro Un anno in barcastop

Roma Libreria Il Mare 6 giugno 2019
Sono arrivata emozionata alla Libreria Il Mare per parlare del mio Un anno in barcastop; a Roma, la mia seconda casa, ci tenevo a fare bella figura.  Avrei voluto far ridere, trasmettere pensieri senza imporre verità assolute, raccontare il mare senza la pretesa di insegnarlo, che, tra il pubblico, ne ero sicura, ci sarebbero stati i Marinai, quelli veri, quelli con le palle a forma di timone. Abbiamo fatto stretching io e Luca Pellegrini prima di iniziare: un paio di prosecchi di riscaldamento, necessari, pensavamo, a sciogliere la tensione di una presentazione nella capitale. Ma la tensione se l’è portata tutta via Marco Firrao, prendendo il microfono con la disinvoltura di un ragazzo da pianobar: “Buonasera, benvenuti. Il libro di Enriga, in effetti, è un libro scorevole. Score”.  E io, Enriga, non avrei immaginato partenza migliore per sentirmi a casa, per sentirmi nel pozzetto di una barca battente bandiera romana all’ora dell’aperitivo. Il secondo giro, infatti, l’ha offerto Luca chiedendomi “Senti Enriga, dicce ‘npo’: ma ‘n barca kesse magna?”. E dal “kesse magna”, si è passati a raccontare i lunghi giorni di bonaccia durante la traversata atlantica, la scelta degli imbarchi, il mal di mare, la
vita a bordo, i rapporti che si creano tra le persone dell’equipaggio e la lingua parlata dai barcastoppisti: quel mix di inglese, gesti e tutto il resto.  Ho strappato una risata ai più, raccontando di
come si torna dopo un anno in barcastop: presi da quell’incontrollabile desiderio di carbonara, e di bidet. Insomma ho svelato il libro e sono scaduta nel personale ma mi sentivo a mio agio come a casa e tutti ridevano e condividevano opinioni perché forse si sentivano a casa anche loro. Grazie a Marco e Giulia che mi hanno accolta a bordo per un’oretta il 6 giugno sera a raccontare il Barcastop. Buon vento a chi, dopo i racconti, avrà deciso di farselo un giretto in barca e anche a chi, spaventato dal mal di mare, opterà per un giro in pedalò. Alla prossima!
Erica Giopp

mercoledì 12 giugno 2019

Gabriele Musante – Illustratore

Vive a Cattolica Gabriele Musante, illustratore e artista. E’ impegnato in alcuni progetti editoriali di illustrazione e pittura, con  soggetti di barche e marine.
Si è laureato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Subito dopo, si è dedicato per molti anni, alla vela, come istruttore, allenatore agonistico, agente nautico, restauratore e direttore di porti turistici.
Si dedica a tempo pieno all’arte con disegni, acquerelli e quadri aventi come soggetto il mare e le barche, che sono la sua grande passione da sempre. Ha intrapreso in passato la professione di illustratore a Milano per vari editori e riviste, tra cui Bolina. Per la rivista a fumetti, ha realizzato alcune storie  disegnate e dedicate ai più famosi pionieri della navigazione da diporto.
Come artista ha illustrato il libro sul Passatore di Sartini. Ha realizzato nel 2017 al Museo della Marineria di Cesenatico la mostra antologica “Di mare, d’amore e altre storie”.
Le sue opere, di cui vedete gli esempi, si possono acquistare presso la Libreria Internazionale Il Mare.

















martedì 11 giugno 2019

Racconti per immagini di cinque navigatori scrittori straordinari

Recentemente nella nostra Libreria, è stato presentato un volume dal titolo Navigatori Straordinari - I Pionieri della vela d’Altura scritto e disegnato da Gabriele Musante.
Vive a Cattolica Gabriele Musante, illustratore e artista. Si è laureato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Si dedica a tempo pieno all’arte con disegni, acquerelli e quadri aventi come soggetto il mare e le barche che sono la sua grande passione da sempre. Per Bolina ha realizzato alcune storie  disegnate e dedicate ai più famosi pionieri della navigazione da diporto. Un volume particolare uscito dalla fantasia dell’autore dove racconta la vita dei personaggi straordinari che sono stati i pionieri della vela d’altura, attraverso le immagini. L’idea di utilizzare i fumetti nella nautica, non è un’idea nuova, basti pensare ai Navigare lungocosta scritti e disegnati da Mauro Mancini.
In questa pubblicazione invece si parla di storia e si raccontano le vicende di cinque navigatori-scrittori che, con le loro gesta, hanno fatto sognare milioni di appassionati di vela in tutto il mondo. Cinque personaggi che ancora oggi attraggono molti velisti in erba, si tratta di: Joshua Slocum e il famoso Solo intorno al mondo, Jack London con La Crociera dello Snark, Francis Chichester e Gipsy Moth, Berbard Moitessier con il Vagabondo dei mari del sud ed infine Eric Tabarly. Alla presentazione presso la Libreria Il Mare sono intervenuti, oltre al padron di casa, Marco Firrao e l’autore, anche Alberto Casti, direttore di Bolina ed editore del volume. Ho rivisto Alberto Casti dopo molti anni,
lo avevo conosciuto, da piccolissimo e ci eravamo persi di vista. Rivedendolo, non ho potuto fare a

Viaggiare in mare con il barcastop

Erica Giopp, autrice del volume Un anno in Barcastop è una giovane donna, piacevole, ironica, colta, intelligente, e anche bella. Ha una laurea in Studi Orientali ottenuta all'Università La Sapienza di Roma, con un Master in Turismo presso l’Università Luiss Guido Carli. Lavora tra Roma e Milano, come interprete, mediatrice e marketing manager. Conosce numerose lingue, tra cui il cinese. Ha un bel nome che mi ricorda una valle lungo la costa sarda chiamata appunto Valle dell’Erica. E’ stata in viaggio in mare con il barcastop per un anno e per una ragazza nata in Pieve di Cadore, sulle dolomiti, non è niente male.  Ha 26 anni quando lascia lavoro, fidanzato, amici, famiglia, non per ritrovare se stessa e tantomeno per inseguire un’estrema avventura, ma scappa dai doveri, dagli impegni e dai sui trent’anni che si stanno avvicinando. In un anno percorre in barcastop 17.000 miglia, portando con se un piccolissimo bagaglio a mano. E cosa trova? Pochissime ore di sonno, moltissime ore di lavoro duro, intossicazioni alimentari, settimane di bonaccia, ma anche innumerevoli tramonti sull’oceano e uno stile di vita che si basa solo sull’essenziale. Un viaggio che attraversa oceani, isole e che le fa conoscere persone nei loro aspetti primordiali che appartengono a tutti gli uomini. Trova legami veri che nascono dal nulla con coloro che non parlano la sua stessa lingua, ma che non si lavano per giorni e indossano sempre gli stessi vestiti sporchi.

L’Oceano di Tarabaralla, un libro da leggere


Un nome poco usuale per una barca. La parola è un’espressione popolare toscana probabilmente di origine onomatopeica. Si usa con valore avverbiale ma con il tono di una esclamazione e vuol dire: circa, pressappoco, in un modo o nell’altro, poco male. Una frase che qualche volta usano i toscani suona così “avrà cinquantotto o sessant’anni, tarabaralla!”  Il nome della barca è indicativo anche dell’originalità dell’autore. Salvatore Mantaci, palermitano di origine, matematico e informatico, dalla Sicilia, si è trasferito a Milano quando aveva 27 anni. La mancanza del mare sotto casa è stata dura per lui. Dopo tante sofferenze per la mancanza del mare sotto casa, compra una barca dal nome Tarabaralla per realizzare un sogno e per fuggire da Milano. Si traferirà per mesi in barca durante i week end, coinvolgendo moglie e figlio. Il sogno man mano prende forma: la traversata dell’Atlantico in solitaria, dopo aver letto i libri dei grandi navigatori a vela, diventa realtà. Salvatore a 45 anni ha avuto coraggio e determinazione e con il consenso della moglie Caterina e del giovane figlio Federico, ha lasciato il suo ottimo lavoro, ben retribuito a Milano per avventurarsi con Tarabaralla nella traversata oceanica. Il sogno diventa realtà. Ci racconta i preparativi, Salvatore. Lo fa coinvolgendo il lettore che fa gioire con lui emozionandolo in ogni pagina, che scorre velocemente,