martedì 11 giugno 2019

Viaggiare in mare con il barcastop

Erica Giopp, autrice del volume Un anno in Barcastop è una giovane donna, piacevole, ironica, colta, intelligente, e anche bella. Ha una laurea in Studi Orientali ottenuta all'Università La Sapienza di Roma, con un Master in Turismo presso l’Università Luiss Guido Carli. Lavora tra Roma e Milano, come interprete, mediatrice e marketing manager. Conosce numerose lingue, tra cui il cinese. Ha un bel nome che mi ricorda una valle lungo la costa sarda chiamata appunto Valle dell’Erica. E’ stata in viaggio in mare con il barcastop per un anno e per una ragazza nata in Pieve di Cadore, sulle dolomiti, non è niente male.  Ha 26 anni quando lascia lavoro, fidanzato, amici, famiglia, non per ritrovare se stessa e tantomeno per inseguire un’estrema avventura, ma scappa dai doveri, dagli impegni e dai sui trent’anni che si stanno avvicinando. In un anno percorre in barcastop 17.000 miglia, portando con se un piccolissimo bagaglio a mano. E cosa trova? Pochissime ore di sonno, moltissime ore di lavoro duro, intossicazioni alimentari, settimane di bonaccia, ma anche innumerevoli tramonti sull’oceano e uno stile di vita che si basa solo sull’essenziale. Un viaggio che attraversa oceani, isole e che le fa conoscere persone nei loro aspetti primordiali che appartengono a tutti gli uomini. Trova legami veri che nascono dal nulla con coloro che non parlano la sua stessa lingua, ma che non si lavano per giorni e indossano sempre gli stessi vestiti sporchi.
Erica scrive questo libro che non è assolutamente un diario di bordo, ma un concentrato di aneddoti  e di consigli. Si esprime  con uno stile tutto suo, molto ironico e divertente. Eccone alcuni brani: “Ci si
sente originali e sopra le righe, ci si lancia con coraggio e motivazione nell’avventura della vita, per poi ritrovarsi seduti a poppa di una barca, vomitando accanto a una fashion blogger polacca”. Vorreste seguire l’esempio di Erica? Dopo aver parlato con tanti capitani per cercare un imbarco, la giovane barcastoppista  consiglia nel suo volume, alcune domande da fare ad un capitano che vorrebbe inserirvi nel suo equipaggio: “Chiederei se la barca è dotata di Epirb (trasmettitore radio indicante la posizione di emergenza), Ais e Radar, se a bordo c’è un warermaker (dissalatore) e quanti litri di acqua produce. Mi assicurerei della presenza del telefono satellitare a bordo e di come il capitano si tiene aggiornato sulle previsioni meteo durante le navigazioni più lunghe. Mi informerei sulla posizione della scialuppa di salvataggio e sulle ancore di cortesia, senza tralasciare di conoscere la condizione delle batterie, dei pannelli solari e il funzionamento dell’autopilota. Chiuderei con una domanda, di cui la risposta non è scontata: chiederei al capitano se di notte in oceano aperto tiene le luci di navigazione accese.”
Un libro utile per chi volesse percorrere la strada di Erica che si legge in un battibaleno e che si vive con allegria. Il volume è stato presentato alla Libreria Internazionale Il Mare e i tanti giovani intervenuti si sono molto divertiti ad ascoltare le avventure di Erica Giopp.
Giulia D’Angelo