venerdì 27 ottobre 2017

I quattro ponti di Roma in un tempo che non c’è più

Resti di Ponte Probo
Non c’è due senza tre! Così il nostro “geometra”, lo scrittore Giancarlo Pavia, ora ci parla dopo quelli di Santa Marinella dei ponti romani che non ci sono più. Intanto sapete quanti sono i ponti di Roma? Un bel numero, sono ventisei! Quattro sono definiti fondamentali perché più degli altri hanno una propria storia da raccontare grandi e silenziosi protagonisti della vita della città: Ponte Sublicio, Ponte Rotto o Emilio, Ponte Milvio e Ponte Sisto. Gli altri ventidue più recenti, non sono privi di storia, tutt’altro, fanno ripercorrere nel tempo non solo la storia di Roma, ma quella dell’Italia. Eccoli:  Ponte Quattro Capi che collegano l’Isola Tiberina; Ponte Sant’Angelo o Ponte Elio; Ponte San Paolo o dell’Industria; Umberto I; Gaibaldi; Palatino; Regina Margherita; Cavour; Mazzini; Vittorio Emanuele II; Risorgimento; Matteotti; Duca D’Aosta; Principe Amedeo di Savoia-Aosta; Testaccio; della Magliana; Marconi; Flaminio; Nenni; Tor di Quinto; Castel Giubileo infine Ponte della Scafa.
Passiamo ora a quelli scomparsi. Nella storiografia di Roma si rileva l’esistenza di tre ponti dei quali,

domenica 22 ottobre 2017

Egadi 12 e 13, e quanto altro ancora… una pesca veramente eccezionale

Foto di gruppo con Egadi 12
Mentre in Germania il dodici ottobre si inaugurava la mostra Sizilien und die Unterwasserarchäologie (Sicilia e Archeologia subacquea) presso il prestigioso Landes Museum di Bonn, nella acque delle Isole Egadi, tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a nord-ovest di Levanzo, non so dire se alla stessa ora ma sicuramente nello stesso giorno, Sebastiano Tusa arricchiva il suo già ricco bottino con il recupero del dodicesimo rostro! E il successivo 13, fortunata coincidenza, tirava su il tredicesimo. Voglio ricordare che Tusa dirige un’istituzione unica al mondo: la Soprintendenza del Mare che con le più recenti metodologie archeologiche e scientifiche, esplora e protegge i siti subacquei della Sicilia. A Bonn la mostra ideata nell’ambito di una collaborazione tra musei e istituzioni (l’Allard Pierson Museum di Amsterdam, l’Ashmolean Museum di Oxford, la Ny Carlsberg Glyptothek di
Copenhagen), raggruppa reperti provenienti principalmente dalle ricerche della Soprintendenza del
Elmo Montefortino con il rilievo
Mare
, ma anche da ricerche e recuperi precedenti. Rimarrà aperta fino all’11 marzo 2018 e magari per quella data sapremo, dopo la pulitura del fortunato tredicesimo, cosa ha scritto il fabbro cartaginese incidendo la guaina superiore superiore del rostro. Si tratta del secondo rostro con iscrizione punica finora recuperato (l’altro era il rostro Egadi 3) e, quindi, sarà di grande aiuto per aumentare le conoscenze sulla battaglia. Anche il rostro Egadi 12, è diverso dagli altri finora rinvenuti, presenta infatti una decorazione su entrambi i lati di grande pregio artistico; la decorazione è costituita dall’impugnatura di una spada che si collega alla lama centrale del rostro e dalle appendici a testa di uccello che ornano la parte iniziale delle due lame superiore e inferiore. Decorazione finora nota soltanto nel rostro di Acqualadroni che la Soprintendenza recuperò alcuni anni fa nelle acque di Capo Rasocolmo presso Messina ed oggi esposto nella città dello Stretto. Tale decorazione permetterà di individuare la zona di provenienza del rostro grazie ad un’analisi iconografica che sarà condotta a restauro terminato. Inoltre Egadi 12 presenta un’iscrizione sulla guaina superiore, ma al momento non si può identificarne la natura.

Uno specialissimo still life sott’acqua di Francesco Pacienza per vincere un premio prestigioso


Il nudibranco Janolus cristatus
Golden Turtle wildlife contest è uno dei più prestigiosi concorsi a livello mondiale giunto alla sua decima edizione. Questa del 2017 ha visto la partecipazione di ben 2555 fotografi da 92 Nazioni che hanno partecipato nelle nove sezioni in cui è suddiviso il concorso: Ritratti di animali, Armonie della vita, Microcosmo, Paesaggi, Il Mondo sommerso, Gli uomini e la Natura, Comportamento animale, Nuove tecnologie nella fotografia naturalistica e Immagini di Arte e Natura.  Due le giurie che hanno dovuto esaminare oltre ventimila foto: una giuria di professionisti per la parte creativa del concorso e una giuria composta da esperti di fotografia. Golden Turtle è anche l’evento ufficiale nell’ambito del decennio per la Conservazione della biodiversità in Russia organizzato dalle Nazioni Unite. Il Festival ha assunto particolare importanza nel 2017, dichiarato l'Anno dell'Ecologia in Russia con il decreto del Presidente.
Francesco Pacienza
Il Golden Turtle è senza rivali al mondo come una delle attività più significative ambientali e educative della Russia condotte nel quadro della Dichiarazione delle Nazioni Unite per la conservazione della biodiversità. Ha il patrocinio del Ministero russo per le Risorse Naturali e Ambientali, della Società russa per la Conservazione della Natura, del Ministero russo per l’Educazione e delle Scienze e del WWF. Il Golden Turtle Festival è il più grande progetto eco-educativo internazionale che riunisce fotografi, designer e artisti che festeggiano attraverso le loro opere visive la bellezza della fauna selvatica sia in ambiente terrestre che acquatico.

domenica 15 ottobre 2017

La straordinaria longevità dei ponti romani a Santa Marinella

Ponte Apollo
Ecco altre pagine delle oltre seicento che il “geometra” Carlo Pavia ha scritto con dettagliati resoconti di come in Italia si distrugge, sono le sue parole, l’archeologia. Sono una ventina i siti in evidenza, otto a Roma a partire dalla Casa di Ovidio di cui abbiamo già parlato, a seguire la Collina Velia di via dell’Impero, il ponte di Michelangelo e quello di Livia sulla Flaminia, il Mausoleo sempre sulla Flaminia, la Cloaca Maxima, il  Ponte Rotto, la casa civile in coabitazione con una Taverna del II secolo e la villa di Plinio a Castelfusano.
A seguire a Nemi le Navi e il tempio di Diana; a Santa Marinella i cinque Ponti, il porto Punicum, la Peschiera di Punta Vipera. E ancora l’Acquedotto di Traiano a Civitavecchia, il Ponte San Pietro a Ischia di Castro e per finire il Ponte Romano di Blera.
In questa seconda puntata Pavia ci parla dei cinque Ponti di Santa Marinella.

La mia passione per le costruzioni arcuate (archi, volte, ponti, viadotti ed acquedotti) così ben

Ventiquattro città sepolte per ritrovare tracce di una storia millenaria

Anche Michele Stefanile, archeologo subacqueo presso l’Università di Napoli “L’Orientale” responsabile del laboratorio di Archeologia Subacquea e Navale, fa parte del parco “scrittori” del nostro maremagazine. Lo avete conosciuto qualche mese fa, esattamente a maggio, quando in libreria ha presentato il suo libro Andare per le città sepolte. Nell’occasione ci ha invitato a organizzare un fine settimana, uso le sue parole, “per nuotare tra le strade e i mosaici sommersi di Baia, nel Golfo di Napoli, esplorare il Foro e le case di Pompei, e spingersi a sud, verso l'antica Paestum, con i templi austeri a vegliare su un mare di rovine…” In Italia è tale la densità di siti e monumenti archeologici che quasi in ogni comune è possibile imbattersi in antichissime testimonianze che Greci, Etruschi, Romani e popoli italici ci hanno lasciato. Terme, ninfei, ville e edifici privati, templi e acquedotti punteggiano i nostri panorami e ci hanno abituato a una bellezza diffusa e discreta, spesso persino ignorata per un meccanismo di assuefazione. Ma non dobbiamo dimenticare che, ricordando una citazione del romanziere Ferdinand Céline,  “viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione”.

mercoledì 11 ottobre 2017

Un Atlante molto amato da Simone Perotti, scrittore marinaio

Lo scrittore marinaio, come ama definirsi, Simone Perotti sarà con il suo ultimo capolavoro, Atlante delle Isole del Mediterraneo, nostro gradito ospite tra circa un mese, esattamente il 9 novembre che capita di giovedì. Un giovedì di novembre come quello di sette anni fa quando per la prima volta mise piede nella nostra libreria, per presentare
Uomini senza vento, una storia profumata di passione e di mare che travolge il cuore e la vita dei suoi personaggi. “Il mio sogno, confessò in quell’occasione, è diventare un uomo, prima di tutto. E più vado avanti più capisco quanta strada c’è ancora da fare… E navigo, per vivere, ma anche per non perdermi. Scrivere è la la mia vita. Navigare il mio sostentamento”.

lunedì 9 ottobre 2017

Un liburna della flotta di Traiano in mostra nella Rocca del porto di Civitavecchia

L’Optimus Princeps, ovvero l’Imperatore Traiano sicuramente avrebbe dato un riconoscimento speciale a chi, dopo 1900 anni dalla sua scomparsa, ha fatto rivivere una liburna della Classis, flotta, pretoria usata in una delle guerre daciche. Si tratta di un modello al vero della sezione prodiera di una Liburna raffigurata sulla Colonna Traiana. La ricostruzione, lunga circa 10 metri, è opera di Mario Palmieri, Mariotto per gli amici, carpentiere navale che da oltre trent’anni si occupa, per la loro riproposizione ai fini didattici e sperimentali,  di ricostruzioni uniche, funzionanti e in scala, di macchine idrauliche, ancore, apparati e attrezzature veliche, di imbarcazioni con una rigorosa scelta dei legni, e la descrizione delle antiche tecniche costruttive degli scafi, sia delle navi “cucite” che di quelle assemblate con il metodo a “mortasa e tenone”.

giovedì 5 ottobre 2017

Il Colosseo non finisce di meravigliare. Dall’attico una vista incredibile

L’attico del Colosseo riapre al pubblico con un importante restauro dopo più di quarant’anni. Finora era visitabile fino al III livello, i livelli IV e V posizionati a circa 50 metri d’altezza rispetto al piano dell’arena, erano destinati alla plebe e non consentivano una veduta dettagliata di quanto accadeva nell’arena, ma in compenso erano coperti dalla tettoia che riparava dal sole e dalla pioggia. Dal primo novembre vi si potrà accedere per apprezzare una vista incredibile sul Colosseo e su Roma. Il percorso di valorizzazione del monumento va avanti e proseguirà con il progetto di ricostruzione dell'Arena, che è stato già finanziato, che sta procedendo e che renderà ancora più spettacolare la visita di questo monumento, simbolo dell’Italia nel mondo,

mercoledì 4 ottobre 2017

Da valorizzare i millenni di storia sul Tevere. L’appello di Giancarlo Pavia

Giancarlo Pavia, non solo per la sua età, è tra i più “anziani” amici della nostra libreria e da oggi con il “pezzo” che state leggendo, è anche collaboratore del nostro magazine. È difficile presentarlo in una sola parola; per un geometra come lui è, la più semplice sarebbe versatilità. Infatti ha affrontato le situazioni e le richieste più varie: dagli impianti sportivi a quelli industriali, dal restauro di ville a quello d’antichi palazzi, dalle progettazioni alle stime e perizie immobiliari. Ma la cosa che più sorprende è la sua capacità artistica nel lavorare bronzo e oro per dare vita a pregevoli sculture che hanno meritato menzioni sulle riviste specializzate del settore e un posto nell’Annuario Mondadori del 1985. Quindi con estrema facilità disegna una palazzina o una figura in bronzo. Ha ereditato l’azienda dal padre e ideando anche programmi di software per l’edilizia con il suo gruppo di collaboratori oggi può vantare oltre millequattrocento realizzazioni. Ma la cosa che più mi ha sorpreso è quando recentemente mi ha confidato, con la sua disarmante semplicità, che ha raccolto in oltre seicento pagine dettagliati resoconti di come in Italia si distrugge, sono le sue parole, l’archeologia.

lunedì 2 ottobre 2017

Un viaggio tra gli Oceani per capire come viverli in modo sostenibile

I temi dei rapporti tra oceani e clima l’oceanografo Sandro Carniel, li affronta con un approccio multi e interdisciplinare. E il risultato è ben presentato nel suo ultimo lavoro Oceani, Il futuro scritto nell’acqua. Non è un manuale, e nemmeno un libro tecnico, semplicemente ha descritto storie di mare vissute che contengono alcune verità sui nostri oceani. Avventure di mare, aneddoti e racconti della vita di un ricercatore, come la vita a bordo di una nave oceanografica o il mondo sommerso. Una lettura piacevole e soprattutto adatta a tutti, con molte conoscenze scientifiche.
L’idea è nata dopo le classiche quattro chiacchiere con gli amici al bar che non si occupano di scienza e nemmeno sanno come i nostri oceani si stiano riscaldando e di quanto ghiaccio ogni anno si sciolga. Dopo anni di articoli scientifici rigorosi, Carniel ha sentito il bisogno di spiegare alla gente quello che ha capito in 20 anni di lavoro, così ha scritto in tono leggero solide verità.