domenica 15 ottobre 2017

Ventiquattro città sepolte per ritrovare tracce di una storia millenaria

Anche Michele Stefanile, archeologo subacqueo presso l’Università di Napoli “L’Orientale” responsabile del laboratorio di Archeologia Subacquea e Navale, fa parte del parco “scrittori” del nostro maremagazine. Lo avete conosciuto qualche mese fa, esattamente a maggio, quando in libreria ha presentato il suo libro Andare per le città sepolte. Nell’occasione ci ha invitato a organizzare un fine settimana, uso le sue parole, “per nuotare tra le strade e i mosaici sommersi di Baia, nel Golfo di Napoli, esplorare il Foro e le case di Pompei, e spingersi a sud, verso l'antica Paestum, con i templi austeri a vegliare su un mare di rovine…” In Italia è tale la densità di siti e monumenti archeologici che quasi in ogni comune è possibile imbattersi in antichissime testimonianze che Greci, Etruschi, Romani e popoli italici ci hanno lasciato. Terme, ninfei, ville e edifici privati, templi e acquedotti punteggiano i nostri panorami e ci hanno abituato a una bellezza diffusa e discreta, spesso persino ignorata per un meccanismo di assuefazione. Ma non dobbiamo dimenticare che, ricordando una citazione del romanziere Ferdinand Céline,  “viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione”.
Ma le tracce delle antiche civiltà non sono solo monumenti isolati, fra i campi, sulle coste compaiono anche intere città con strade, case, terme, luoghi di commercio, teatri, stadi. Sono città sepolte dal fango e dal tempo, sommerse dal mare o dalla lava e andare per queste città sepolte significa esplorare l’Italia scoprendo le tante Pompei che si incontrano dalle Alpi alla Sicilia. E Stefanile nel suo libro sulle città sepolte, perdute, sepolte, stratificate ne fa un elenco, ventiquattro in tutto per ritrovare le tracce di una storia millenaria, sono sei divise per tipo. Quelle sepolte dalla “natura” sono: Pompei,
Ercolano, Baia, Alba Fucens, Carsulae, e Poseidonia-Paestum. Quelle sepolte dalle “armi”: Norba, Sibari, Libarna, Aquilaia, Mozia, Tharros. Quelle sepolte dalla “crisi”: Minturnae, Lui e il marmo delle Apuane, Cosa e il promontorio di Ansedonia, Solunto, Eraclea Minoa, Ostia. Infine quelle sepolte dal “tempo”: Tindari, Nora, Elea-Velia, Locri, Egnazia, Sepino.
Allora, è tempo di organizzare un fine settimana per Andare per le città sepolte!