domenica 1 luglio 2018

Ostia Lido, lo Stabilimento “ROMA”

Ecco un’altra pagina del nostro“geometra scrittore” Giancarlo Pavia, questa volta dedicata al mare di Roma.
La nascita del centro residenziale-marino di Roma avvenne durante il regime fascista, che lo trasformò nella spiaggia della Capitale, collegata dalla ferrovia, affiancata poi nel 1927 da una delle prime autostrade italiane, la via del Mare, mentre venivano elaborati i primi progetti per l'aeroporto di Roma-Fiumicino; nel 1933 venne denominata ufficialmente  “Lido di Roma”. Nel 1924  furono iniziati i lavori per la costruzione dello stabilimento “Roma” progettato per conto della S.E.F.I. dall'ing. Giovanni Battista Milani e terminarono con l’apertura al pubblico nel 1927. Lo stabilimento venne distrutto dai tedeschi il 13 dicembre 1943 per evitare che le truppe americane prossime all’arrivo trovassero edifici dove stabilirsi. In vista della esposizione
universale di Roma, prevista nel 1942, fu pianificata ed avviata la costruzione di un nuovo quartiere a sud della città, l’E 42, e fu progettata una strada (oggi dedicata a Cristoforo Colombo), al tempo
chiamata “la Via Imperiale”, per collegare Roma al mare. Il progetto venne approvato nel 1938, ma la strada venne aperta al traffico solo dopo la guerra, nel 1949. Il quartiere fu pianificato, e parzialmente realizzato, secondo gli allora vigenti criteri urbanistici ed i temi stilistici propri del razionalismo italiano. Fu suddivisa in una fascia lungo il mare, con piccoli villini usati come seconde case da romani abbienti ed una fascia per gli operai: in quel periodo furono creati intorno a Roma quartieri periferici e borgate per gli sfollati, causa sventramenti dei rioni storici, come ad esempio Acilia, prima borgata di Roma che si collocava a metà strada dalla costa; era infatti obbiettivo dichiarato del regime quello di costruire la “terza Roma”, che si sarebbe dovuta estendere fino al Tirreno. L’età dell’oro dell’elegante stabilimento ebbe tristemente termine nella notte tra il 12 e il 13 Dicembre 1943: le truppe tedesche, in ritirata, per paura che alcune strutture del luogo  potessero tornare utili alle truppe alleate in rapido avvicinamento (e che si riteneva potessero sbarcare proprio nei pressi di Ostia), fecero saltare in aria la stazione ferroviaria, il
Pontile del Littorio, il Roma ; ma stessa sorte toccò agli stabilimenti Battistini, Elmi, Salus, Principe, Urbinati, Conchiglia, Vittoria, Belsito, Plinius,  e perfino la Torre Clementina, di Fiumicino. Le strade principali di Ostia e quelle che congiungevano la cittadina a Roma vennero ostruite con decine di alberi sradicati, le linee aeree della ferrovia tagliate ed i binari divelti; gli arenili vennero minati e furono allestite numerose batterie di cannoni rivolti verso il mare.  Le prime due file di palazzi prospicienti il lungomare vennero addirittura evacuate ed i locali vennero riempiti di esplosivo, in modo da poter creare, se necessario, una barriera di macerie insuperabile per gli alleati. La notevole attività difensiva messa in atto dalle truppe tedesche provocò un ritardo nella rimozione di dette barriere difensive sia
dalle spiagge che dai  palazzi di Ostia, nonché delle macerie dello Stabilimento Roma, e quelle di molti altri suoi omologhi;  difatti la completa rimozione delle stesse e la  bonifica terminò nei primi anni 1950. Addirittura l’ultima mina anti-sbarco fu rinvenuta, sepolta sotto pochi centimetri di terra ed a poche decine di metri dalla battigia nel centro della cittadina, nel 1999. Il nuovo millennio, però, potrebbe regalarci un nuovo “Stabilimento Roma”: è infatti è stata oggetto di una recente delibera comunale la realizzazione di un nuovo stabilimento, da realizzare con capitali privati per circa 16 milioni di Euro, che si ispiri al vecchio “Roma” con una "...struttura sospesa con finalità turistico-commerciali sulla testata dell’attuale pontile”. Il bando, a carattere internazionale, prevede la realizzazione del nuovo stabilimento e la creazione di un grande spazio pedonalizzato fin nel cuore della cittadina litoranea.
Anche se, ne siamo certi,  nessuno stabilimento moderno potrà mai eguagliare il “Roma” con la sua atmosfera romantica