lunedì 24 aprile 2017

Un team internazionale alla scoperta del dodicesimo Rostro della Battaglia delle Egadi

Rostro Egadi 12 Foto Luca Palezza
E 12!! Il bottino della soprintendenza del Mare della Regione Sicilia guidata dall’archeologo Sebastiano Tusa si è arricchito del dodicesimo rostro che conferma ancora una volta il luogo dove si è svolta la Battaglia delle Egadi nel 241 a. C.  Questa ultima scoperta si aggiunge alle tante effettuate nel passato nel tratto di mare tra Levanzo e Marettimo che hanno permesso di localizzare esattamente il sito in cui si combatté una delle più grandi battaglie navali dell’antichità per numero di partecipanti, circa 200 mila, tra i Romani, guidati da Gaio Lutazio Catulo, e i Cartaginesi, capeggiati da Annone, e che, oltre a chiudere a favore dei primi la lunga e lacerante Prima Guerra Punica, sancì la supremazia di  Roma su Cartagine.
Il dodicesimo rostro stato trovato a 80 metri di profondità, nei fondali a nord –
Elmo Montefortino, foto Jarrod Jablonski/GUE
ovest dell’isola di Levanzo, dalla spedizione frutto di una collaborazione internazionale tra la Soprintendenza del Mare e la GUE – Global Underwater Explorer l’organizzazione senza scopo di lucro con sede a High Springs, in Florida leader mondiale nella formazione di subacquei specializzati nell’uso di rebreather. Con questo sofisticato sistema di respirazione, fino a pochi anni usato solo per scopi militari, la decompressione viene notevolmente ridotta con un grande vantaggio in termini di durata dell’immersione in profondità, si riducono notevolmente la silenziosità e la formazione di bolle, vantaggio soprattutto per gli operatori
Rostro Egadi 12, foto Richard Lundgren/GUE
foto-video sub che si liberano del fastidioso passaggio di bolle davanti agli strumenti. Il team della GUE, sotto il coordinamento scientifico della Soprintendenza del Mare, ha effettuato con due squadre di subacquei immersioni esplorative su batimetriche che vanno dai 75 ai 90 metri. Dopo avere documentato il rostro “Egadi 9” già individuato nel 2012 dalla RPM Nautical Foundation e in attesa di recupero, la ricerca è continuata in maniera sistematica sullo stesso areale dove è stato rinvenuto il nuovo rostro. Il reperto in bronzo, si trova adagiato sul fondo e si presenta integro e in ottime condizioni.
Il team dei subacquei GUE, foto Salvo Emma
Rostro Egadi12 elaborazione 3D Lundgren/GUE
A pochi metri dal rostro è stato individuato anche un elmo in bronzo del tipo Montefortino che si va ad aggiungere agli altri otto ritrovati e recuperati nelle precedenti campagne di ricerca. Le avverse condizioni del mare ne hanno impedito i recuperi che però sono stati già programmati per il mese di ottobre. Per quella data il team GUE prevede di utilizzare i nuovissimi minisommergibili che permetteranno di ampliare il campo della ricerca su quel pianoro, che si presenta sabbioso e molto compatto, e soprattutto si potranno fare delle micro trivellazioni per individuare tracce di una delle tente navi affondate. Inoltre per la prima volta i fotografi della Global Underwater Explorer hanno realizzato una fotogrammetria tridimensionale del rostro nel luogo di ritrovamento. Si è ottenuto quindi un modello 3D ad alta risoluzione di grande impatto scenografico ma di notevole utilità per le prime analisi scientifiche.
La perfetta sinergia tra la Soprintendenza del Mare e la GUE – Global Underwater Explorer continua a dare risultati eccellenti. Già nel 2014 e nel 2015 da questa collaborazione sono arrivati notevoli
Sede logistica del team GUE Foto Salvo Emma
epigrafici decifrando le iscrizioni che certamente si trovano sui nuovi rostri. È anche un ulteriore rafforzamento dei dispositivo di tutela localizzando i nuovi reperti e,
Rostro Egadi12 elaborazione3D Lundgren/GUE
infine, ci gratifica poiché rende più incisiva e fruttuosa quella collaborazione internazionale che da sempre costituisce uno dei punti di forza più coltivati dalla nostra Soprintendenza. C’è anche da sottolineare che ancora una volta si ribadisce la correttezza del percorso metodologico adottato che vede un eccellente esempio di giusto equilibrio fra ricerca strumentale e intervento diretto dell’uomo”. Queste ultime scoperte si aggiungono alle tante effettuate nel passato in questo tratto di mare tra Levanzo e Marettimo che hanno permesso di localizzare esattamente il sito in cui si combatté la Battaglia delle Egadi. Sono tornati alla luce autentici frammenti di storia antica in forma di dodici rostri di bronzo, di nove elmi e centinaia di anfore e reperti di uso comune.

Elmo Montefortino Foto Jarrod Jablonski/GUE
Maremagazine ha più volte raccontato questa straordinaria storia di archeologia subacquea, questi i link
https://libreriainternazionaleilmare.blogspot.it/search?q=rostri
https://libreriainternazionaleilmare.blogspot.it/2012/07/laffascinante-ricerca-in-fondo-al-mare.html#more
https://libreriainternazionaleilmare.blogspot.it/search?q=battaglia+egadi

Il team di ricerca:
Soprintendenza del Mare
Sebastiano Tusa, Adriana Fresina, Roberto La Rocca, Salvo Emma
GUE – Global Underwater Explorer
Jarrod Jablonski, Richard Lundgren, Francesco Spaggiari, Mario Arena, Fabio Leonardi, Luca Palezza, Piero Labò, Olindo Cren, Stefano Gualtieri, Jong Moon Lee, Peter Brandt, Jan Medenwaldt, Ronnie Rosselli, John Kendall, Amanda White

Elenco dei 12 rostri:
Egadi 1 – Sequestro giudiziario del 2004.
Egadi 2 – Nome Catherine D (operatrice sanitaria), recuperato dalla Soprintendenza del Mare con RPM Nautical Foundation nel 2008. 
Egadi 3 – (Punico). Recuperato dalla Soprintendenza del Mare con RPM Nautical Foundation nel 2010. Nome Vincenzo T
Egadi 4 – Recuperato dalla Soprintendenza del Mare con RPM Nautical Foundation nel 2011. Nome Claude D (scrittore e magnate)
Egadi 5 – Recuperato dalla Soprintendenza del Mare con RPM Nautical Foundation nel 2011. Nome Rachael R (studiosa)
Egadi 6 – Recuperato dalla Soprintendenza del Mare con RPM Nautical Foundation nel 2011. Nome Cecé P (pioniere della subacquea)
Egadi 7 – Ripescato dalle reti a strascico dalla motopesca Nuova Madonna della Grazia nel 2011, Nome Maltese.
Egadi 8 – Recuperato dalla Soprintendenza del Mare con  RPM nel 2012. Nome Daniele Z
Egadi 9 – Individuato nel 2012 dalla Soprintendenza del Mare con RPM. Nome Salvina C (da recuperare)
Egadi 10 – Individuato nel 2012 dalla Soprintendenza del Mare con RPM e recuperato nel 2014
Egadi 11 – Individuato e recuperato dalla Soprintendenza del Mare con RPM nel luglio 2013
Egadi 12 – Individuato dalla Global Underwater Explorer nell’aprile 2017 (da recuperare)

7 elmi individuati e recuperati dalla Soprintendenza del Mare con RPM
1 elmo ripescato da pescatore di Trapani
1 elmo scoperto 2017 dalla Global Underwater Explorer (da recuperare)