giovedì 9 febbraio 2017

Predrag: vent’anni di ricordi e di amicizia con una persona cara. Molto

“Predrag se n’é andato”, con queste parole Marilena Maffei, alcuni giorni fa, mi ha comunicato la morte del grande scrittore croato, con una telefonata di mattina a buon’ora: una morte annunciata.
Mi sono sentita subito colpevole per non aver fatto tutto il possibile per riportarlo in Italia, per dargli le cure che avrebbe dovuto avere. Non ci sono riuscita, non ci siamo riusciti. Abbiamo cercato in ogni modo, noi del Comitato Nobelpermatevejevic di far capire ai famigliari che il luogo dove era ricoverato a Zagabria non era adatto per dare le cure necessarie al grande scrittore. Ho cercato di coinvolgere gli amici, i conoscenti, i vecchi  compagni di lotta politica, psicologi, medici e insieme a Nicolò Carnimeo ho cercato persone che firmassero per la richiesta del Nobel. Avevo contattato persino Dario Fo, prima che anche lui ci lasciasse. Infine con l’archeologo subacqueo Luigi Fozzati avevamo pensato di andare a Zagabria per fargli una visita, ma gli ultimi avvenimenti che hanno visto la cacciata di Helena – amica di Predrag e unico nostro riferimento – dalla clinica dove era ricoverato, ci hanno fatto riflettere sulla possibilità di incontrarlo.
 Helena andava tutti i giorni in clinica per parlare con lui, ma un certo giorno i famigliari le hanno impedito di visitare Predrag.
Gaeta 2012, Predrag e Giulia
Quindi Luigi ed io, avevamo il dubbio che una volta arrivati a Zagabria, i famigliari ci avrebbero impedito la visita, inoltre, non essendo più una giovincella, mi ha spaventato un viaggio così complicato. Quindi, non abbiamo preso l’automobile per raggiungere Predrag a Zagabria. Non mi perdonerò mai di non essere andata a salutarlo! È stato triste scoprire che un’infinità di persone non ha mosso un dito per cercare di fargli avere cure più consone al suo stato di salute. Questa è stata una grande sconfitta. Non sono neanche riuscita, aiutata da Ninì Cafiero e Luigi Fozzati, a fargli ottenere un premio dall’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, perché non hanno reputato giusto conferirgli un premio per il suo capolavoro, tradotto in 24 lingue e ristampato numerosissime volte in Italia. Breviario Mediterraneo resta la sua testimonianza più importante sul nostro mare. Una testimonianza che attraverso la lettura ci fa rivivere, riassaporare i cibi, sentire gli odori, vedere coste panoramiche sabbiose e rocciose, sentire i venti carezzarci il viso, rivivere la storia dei paesi bagnati dall’acqua del Mare Nostrum. Un libro e un saggio unico. 
Vent’anni di amicizia
Roma 1996 piazza del Popolo: Borgna, Giulia e Predrag

Ho conosciuto di persona Predrag Matvejevic nel 1996, quando, in occasione del ventennale della Libreria Internazionale Il Mare, organizzammo una grande festa a Piazza del Popolo dal titolo Amordimare. Invitammo a Roma numerosi autori, italiani e stranieri, di libri di mare a presentare i loro volumi nella piazza più bella del mondo, con tutti i suoi simboli marinari: dalle colonne rostrate, alle statue di Nettuno e quelle dei numerosi delfini. Predrag fu presentato dall’allora Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Gianni Borgna. Notai subito in lui un carisma particolare dato dalla sua grande cultura del mare e del Mediterraneo in particolare.
Roma 2006: Giulia, Predrag, Larsson
Affascinò tutti i presenti. Naturalmente anni prima, nel 1987, avevo letto il suo Breviario Mediterraneo, tradotto e pubblicato da Hefti una piccola casa editrice e per questo lo avevo invitato ad Amordimare. Diventammo amici. Da allora abbiamo sempre comunicato via mail. Fu anche collaboratore della rivista il Mare dove pubblicammo suoi scritti inediti. Nel 1997, ancora con Amordimare sulla terrazza del Pincio, partecipò, su richiesta dell’allora Ministro dei Trasporti Claudio Burlando ad un dibattito sul Mediterraneo. Negli anni seguenti partecipò alle manifestazioni da noi organizzate, sulla nave
oceanografica Bannock con Libridimare presentò il suo Isolario mediterraneo e le fotografie di
Gaeta 2012, nave oceanografica Cini
Mimmo Jodice Che dire poi dell’incontro “Il mare del Nord incontra il Mediterraneo” quando nel 2006, per il trentennale della Libreria Il Mare, si sono incontrati a Roma nella sede di via di Ripetta due scrittori molto letti e molto amati dal pubblico come Bjorn Larsson e Predrag Matvejevic, il tutto arricchito dall’attore Antonino Iuorio con  la lettura dei testi  dei due autori e con la musica del trio “karnak ” che imitava il canto delle balene in fondo agli oceani. Una serata indimenticabile con Predrag felice, ma sempre con il suo aplomb molto inglese e sempre con la sua aria modesta, malgrado la sua grande cultura mai ostentata.  Nel 2012 Gaeta in occasione del Festival dell’Editoria del mare, la Libreria Internazionale Il Mare con una giuria formata da Folco Quilici, Donatella Bianchi, Giulia D’Angelo e Marco Firrao non ha potuto fare a meno di conferirgli il Premio dell’Editoria Internazionale del mare, con la motivazione: “per la sua carriera letteraria, e per il contributo culturale all’avvicinamento e alla collaborazione dei Popoli Mediterranei”. In quell’occasione e per la grande amicizia che ci legava, ha scritto  per noi un breve saggio che abbiamo pubblicato in maremagazine.
Gaeta 2012: Predrag con Folco Quilici
Ho sempre comunicato con Predrag tramite mail e cellulare, fin quando circa due anni fa, non mi ha più risposto alle mail, che mi tornavano indietro e non rispondeva neanche al cellulare. Ho cercato, tramite l’ufficio Stampa della Garzanti, la casa editrice che pubblicava i suoi volumi in italiano, di avere notizie e altri indirizzi per comunicare con lui, ma la Garzanti, aveva gli stessi miei recapiti e non era a conoscenza degli ultimi avvenimenti, né sapeva nulla circa la sua probabile malattia. Allora ho cercato di contattare coloro che conoscevano Matvejevic e per caso ne parlai anche con Bjorn Larsson che avevamo invitato in libreria a presentare il suo volume. Larsson mi disse che Nicolò Carnimeo, amico di famiglia di Predrag e della moglie Mira si stava interessando del grande scrittore.
Predrag riceve l”opera Pagine Salate di Paolo Bernacca
Parlai con il professor Carnimeo, che insegna Diritto della Navigazione, alla Facoltà di Economia dell’Università di Bari e è autore di numerosi e bellissimi libri sul mare, l’ultimo, Come è profondo il mare, descrive come non solo il Mediterraneo ma anche gli Oceani siano gravemente inquinati. Lui mi raccontò della presunta malattia di Predrag e di come la famiglia non volesse cercare, con il nostro aiuto, una clinica adatta a curare al meglio il grande scrittore e mi propose di entrare nel Comitato Promotore per la richiesta del Nobel per Matvejevic. Naturalmente mi sono attivata. Nel contempo Carnimeo aveva visitato Predrag nella struttura ospedaliera dove era ricoverato e non la trovava assolutamente soddisfacente. Un’amica di Carnimeo, che parla croato, conoscente di Matvejevic, si accolla l’onere di andare tutti i giorni all’ospedale per dare conforto e compagnia allo scrittore, fin quando i famigliari la cacciano in malo modo e le impediscono di proseguire le visite.
Gaeta 2012: Donatella Bianchi premia Predrag
A questo punto il comitato Nobelpermatevejevic, scrive una lettera indirizzandola alle autorità italiane e croate affinché possano intervenire per dare una maggiore e più qualificata assistenza a Predrag. Intanto sono usciti vari articoli sulla Gazzetta del Mezzogiorno, Il Fatto Quotidiano, Ravenna notizie, Dc Decio Lucano News, Maremagazine e altri blog e riviste on-line, che appoggiano la tesi Carnimeo e il comitato Nobelpermatevejevic.
Ho anche pensato di tentare, visto che il Nobel non era facile da ottenere, come mi spiegò anche Dario Fo, di fargli assegnare il premio che viene considerato il Nobel per il mare. Non ci sono riuscita, non ci siamo riusciti!
Come, malgrado numerosi tentativi, non siamo neanche riusciti a coinvolgere il Ministero dei Beni Culturali, né a comporre una delegazione ufficiale, con medici e psicologi per andare a visitarlo. Da ricordare che Predarg era anche cittadino Italiano. Una sconfitta per me e una perdita di una persona cara.
Giulia D’Angelo