domenica 16 ottobre 2016

Federico Gemma, maestro con la maiuscola della Wild Art


Il binocolo al collo, il cannocchiale montato su treppiede, uno zaino pesante di scatole di colori ad acqua della Windsor&Newton, taccuini di carta Arche o Daler Rowney, immancabili Moleskine, pennelli, matite. Poi uno scomodo seggiolino portatile. Ed eccolo al lavoro con i suoi guanti di lana a mezzo dito sul bordo di un lago parzialmente gelato o sulle coste norvegesi ben oltre il circolo polare artico. Matita sempre in azione, occhi puntati sui movimenti di un cigno selvatico, un pulcinella di mare, una foca, un gufo di palude. Nonostante il freddo che non ama, Federico Gemma, romano, 46 anni, è ormai un amante del Grande Nord forse perché i suoi orsi bruni, i suoi galli forcelli, le sue pernici bianche nordiche sono diventati acquerelli premiati e acclamati dalle maggiori istituzioni della Gran Bretagna, il Paese che per antonomasia è simbolo
della Wild Art, dell’arte naturalistica, pittura che in quel paese d’oltre Manica, è posta allo stesso
livello di quella considerata più nobile, più alta, più intellettuale, più famosa. L’arte dei Maestri contemporanei, quelli con la maiuscola, elogiati da critici e direttori di musei. Federico Gemma nasce con la natura nel cuore e negli occhi e inizia a disegnare già alle scuole medie: una striscia di fumetti tutta dedicata al ranger del Serengeti, il parco nazionale della Tanzania che protegge uno dei più grandi altopiani del mondo. Gemma l’ha visto nei documentari ma lo sogna e disegna elefanti, rinoceronti e gazzelle senza smettere mai. All’università si laurea in scienze naturali con
Luigi Boitani, il nostro zoologo più famoso. Ma è il disegno la sua arma vincente. Anno dopo anno cresce il suo stile fino a diventare inconfondibile: perfetta postura degli animali, soprattutto uccelli, acquerello velato, ombre e luci suffuse, scenario emozionante. Lo incontro per la prima volta nel 2000 quando sta per nascere il progetto Ars et Natura che coinvolge una decina di appassionati di conservazione della natura e protezione degli animali. Pittori che usano pennelli e matite invece della macchina fotografica per raccontare che cosa meravigliosa sia il patrimonio di luci, colori, acque, foreste, montagne e animali che ci circonda. E che lasciamo troppo indietro nei nostri pensieri e nel modo distratto e frettoloso di vivere la quotidianità.
Insieme viaggiamo dal nord della Scozia al Madagascar e al Sudafrica. Finalmente Federico raggiunge il sogno di vedere e dipingere dal vivo gli animali del Serengeti. E il percorso di Gemma pittore non ha tregua: vince premi internazionali di prestigio, illustra per lo Smithsonian Institute di Washington una ponderosa guida completa ai mammiferi della Cina, l’unica esistente al mondo. Diventa membro a pieno titolo della SWLA, l’associazione degli artisti naturalisti inglesi e con loro espone ogni anno alle Mall Galleries del centro di Londra.
Espone persino a Slimbridge, il
famoso centro di protezione di anatre e oche selvatiche fondato da Sir Peter Scott, non lontano da Stonehenge. Viene invitato a esporre a Clermond Ferrat alla manifestazione dei Carnet de Voyages, a Mestre all’iniziativa delle Matite in Viaggio. Sono tanti gli avvenimenti che lo vedono protagonista da confonderli cronologicamente. Ma quando non fa scuola di acquerello a Roma viene invitato a dipingere in Norvegia o a condurre un workshop in Svezia. Sorprendentemente si aggiudica, lui italiano in competizione con i naturalisti inglesi, il bando per dipingere una serie completa di uccelli per le poste reali inglesi: i suoi bozzetti vengono approvati dalla stessa regina Elisabetta.
I francobolli sono attesi per l’estate del 2017. Ultima fatica: i taccuini di
viaggio del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, voluti dalla direzione del Parco stesso e stampati dalla Edt, la casa editrice che pubblica in Italia le guide della Lonely Planet. Insieme ad altri illustri pittori naturalistici, Lorenzo Dotti e Andrea Ambrogio, Gemma dipinge scorci e particolari dell’Isola d’Elba. Da solo completa altre due isole: il Giglio e Giannutri. Resta fuori dal racconto il nordest della Finlandia che Gemma raggiunge spesso per dipingere i mitici animali del Grande Nord. Rigorosamente, solo e sempre quelli che può ritrarre dal vivo. Sarà anche lui uno degli autori del Kuusamon Taika, il libro a più mani sulla “magia” delle terre del nordest finlandese, atteso per il prossimo anno.


Fabrizio Carbone