mercoledì 27 luglio 2016

Cinque, anzi sei libri da leggere o da rileggere, secondo Simone Perotti

Simone Perotti si può dire che è di casa nella nostra Libreria. Più volte è stato nostro ospite per presentare suoi libri. in attesa di presentare quello che uscirà a ottobre, Rais, un grande romanzo sul mare, la pirateria, l’avventura della navigazione e della vita, ambientato nel secolo d’oro delle scoperte e delle scorribande corsare, il ‘500, gli abbiamo chiesto quali sono i libri che secondo lui vanno assolutamente tenuti in barca. Simone ci ha risposto con questa mail che volentieri pubblichiamo.
Per me i libri, quelli che si scrivono e quelli che si leggono, fanno parte della vita. In terra e in mare. Io sono uno scrittore e un marinaio, nell'ordine, dunque non posso vivere senza libri e senza mare. Anche se a bordo leggo poco, a dire il vero, perché il mare e la navigazione, soprattutto in
equipaggio, mi prendono interamente. Quando sono solo a bordo invece leggo, perché tutto il tempo salvato al mare è per me. Non sono un appassionato di manualistica nautica.
Simone Perotti alla presentazione del suo romanzo
L'estate del disincanto alla Libreria Internazionale Il Mare di Roma
Al contrario, la detesto cordialmente. E ad ogni modo, credo che quando si va per mare quei libri devono essere già stati letti.  Quel che mi interessa è l’emozione, la relazione con le storie. Preferisco i romanzi a qualsiasi altro genere. Per questo i cinque libri inevitabili a bordo devono, a mio parere, essere questi:
- Solo intorno al mondo, Slocum
- Moby Dick, Melville
- ‎Capitani coraggiosi, Kipling
- La linea d’ombra, Conrad
- Isole nella corrente, Hemingway
Con ben poca modestia, ma per questioni tutte personali, aggiungo un sesto libro, che senza molta fatica considero tra i romanzi nautici migliori scritti in lingua italiana: L’estate del disincanto, Perotti. Inutile che io lo pensi e non lo dica. Tanto vale non essere ipocriti. Il mare gli ipocriti li tratta sempre con poco rispetto”.