venerdì 22 aprile 2016

La storia di Oscar Scarpa, campione e maestro d’ascia, e di un cantiere navale storico

Il giornalista e scrittore parigino Gérald Guétat è un grande appassionato di motori e profondo conoscitore di barche e di motonautica d’epoca, conosciuto anche per le due monografie dedicate al marchio Riva. Con questa sua ultima opera, il libro Automobili del Mare (Racing Cars of the Seas), Cantiere Navale San Marco 1953-1975, racconta la storia del cantiere che ha scritto alcune delle pagine più importanti nella storia della motonautica del dopoguerra grazie a centinaia di documenti e immagini d’archivio per lo più inedite, ed è completata da importanti apparati che comprendono l’intera produzione e la cronologia dei record.
Inoltre, cosa che non guasta, il testo ha la traduzione a fronte in inglese; il volume è cartonato, di grande formato cm 28x30, e le pagine sono 190. Il Cantiere Navale San Marco fondato dal campione e maestro d’ascia veneziano Oscar Scarpa, si è sempre distinto rispetto agli altri: è stato pioniere e innovatore tecnico nelle costruzioni, sia da corsa che da diporto, in materia di nuovi scafi, forme e nell’utilizzo precoce, già nel 1955, di materie plastiche per alcuni dettagli come cruscotti e cofanature.
È stato il solo a marinizzare motori di derivazione automobilistica come Ferrari, Maserati, Lancia, Fiat, Alfa Romeo e Abarth. Alcuni modelli del catalogo San Marco portavano nomi di modelli di macchine di serie, diventando vere e proprie icone per quell’epoca come la 600 del Mare, l’Appia Sprint, al Flaminia Sport r la Giulietta del Mare. Nelle competizioni il talento e l’estro di Scarpa primeggiò nei racer da competizione con i formidabili 8 cilindri Maserati e il famoso V12 Ferrari. La produzione dei Cantieri San Marco per un solo ventennio, dal 1950 al 1970, fu molto variegata; al pari di uno stilista di moda o di un carrozziere di fama, Oscar Scarpa costruì con suo figlio Sandro circa 600 barche esclusive, ognuna con caratteristiche uniche, sia tecniche che estetiche e può anche vantare una lunga serie di successi sportivi ottenuti nelle corse più prestigiose, con più di 30 record mondiali di velocità.
E ciò ha influito direttamente allo sviluppo della società nella fase del “boom” economico e industriale, un boom fatto di borghesia, consumismo, tempo libero, stile di vita e sport con “gentleman drivers”, con il loro gusto per la competizione, records, le avventure. Quella della motonautica è una storia interessante anche per i non appassionati, in quanto riflette molti aspetti dell’evoluzione socio-economica del tempo, il “miracolo economico” con il quale l’Italia raddoppiò il suo PIL dal 1951 al 1963, più che in qualsiasi paese europeo, fatta eccezione per la Germania.