mercoledì 22 luglio 2015

Il Principe delle Immagini nei ricordi di Giulia

La notizia della morte di Francesco Alliata, l’ho avuta qualche giorno fa da una mail inviatami dalla Segreteria dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, sodalizio che racchiude tutti i personaggi che si sono dedicati all’attività subacquea e che negli anni hanno ricevuto il Tridente d’Oro e di cui anch’io faccio parte, così come Jacques Cousteau, Folco Quilici, Enzo Maiorca, Jacques Mayol e tanti altri importantissimi subacquei. Aveva già novantasei anni, ma fino a qualche anno fa era ancora pieno di vita e di energia. Solo la morte della sua ultima moglie aveva indebolito la sua voglia di vivere. Come tutti i vecchi subacquei, conoscevo la storia del Principe di Villafranca Francesco Alliata e quanto si era prodigato fin dal 1946 per la fotografia e la cinematografia subacquea, tanto da aver ricevuto il Tridente D’Oro ad honorem. Nella foto a sinistra, scattata da Fosco Maraini, grazie a un erogatore primitivo, fermo e stabile sul fondo con una cintura di piombo di venti chili, senza pinne ma in scarpe da tennis, Alliata riprendeva con la fidata Arriflex collocata nella custodia in lamierino d'ottone che assicurava una tenuta sta­gna perfetta. Il pesante cavalletto con testa panoramica contribuiva alla stabilità dell’insieme.

Mi sono imbattuta con lui quando ho organizzato i primi festivals della Cinematografia Subacquea a Roma nel 1980 e poi successivamente negli anni anche a Taormina e persino a Concarneau, quando Francesco fece tradurre i film della Panaria in francese per proiettarli in quel piccolo paese della Bretagna durante i festival del libro di mare, alla presenza anche di Hugo Pratt. I suoi filmati “Cacciatori sottomarini, Bianche Eolie, la Pesca del tonno, la Pesca del pescespada” erano da sempre noti a tutti coloro che si sono interessati di immagini sottomarine e venivano sempre proiettati anche nei circoli subacquei.

 I disegni di progetto della prima custodia subacquea per l’Arriflex 35mm, opera di Quintino di Napoli.
Alliata, girava il mondo con le “pizze” sotto il braccio a spiegare come e perché negli anni 40 e 50 avesse inventato la custodia per fare le riprese anche sott’acqua. Non tutti sanno invece che è anche stato artefice della produzione della prima spedizione subacquea italiana in Mar Rosso da cui nacque il primo lungo-metraggio “Sesto Continente”. Un pietra miliare anche se rivisto ora potrebbe essere criticato perché molti pesci venivano uccisi. Ma in quella spedizione c’erano proprio tutti i sub italiani più importanti, i pionieri dell’attività subacquea e che hanno fatto sognare i più giovani, da Folco Quilici, a Bruno Vailati, da Raimondo Bucher, a Gianni Roghi e a Cesco Baschieri. Insomma quel lungometraggio, senza i fondi di Alliata non sarebbe mai nato. Divertente poi la scoperta, abbastanza recente di Mimmo Drago, che comprò da un rigattiere una delle custodie di Alliata, da lui stesso riconosciuta. Negli anni 40 e 50 Alliata non si occupò solo di film subacquei, ma anche di film che sono entrati nella storia della cinematografia italiana, come la Carrozza d’Oro di Jean Renoir con Anna Magnani e altri film diretti da Visconti e Rossellini: lo guidava una grande passione. Tra i film subacquei importanti di cui si occupò il Principe mi piace ricordare Vulcano con protagonista Anna Magnani che aveva rotto con Rossellini, che nello stresso periodo girava Stromboli con protagonista Ingrid Bergman, da poco entrata nelle grazie del grande regista. Vulcano, fu proiettato a Piazza del Popolo nel 1996 durante la manifestazione Amor di Mare di cui si occupò la Libreria Internazionale Il Mare. Un evento indimenticabile! Successivamente, Gaetano Cafiero (Ninì per gli amici), anche lui subacqueo e Tridente d’Oro, mi disse che stava scrivendo un libro su Francesco Alliata dal titolo “Il Principe delle Immagini” e che era in cerca di un editore. Lo aiutati a trovare l’editore nella collana da me diretta della Casa Editrice Magenes.
A corpo nudo, con un lunghissimo fucile e una maschera enorme dotata di un complesso sistema di galleggianti di sughero per la chiusura dello snorkel: così si praticava la caccia subacquea nel 1946.
Per l’occasione mi recai insieme a mio marito Maurizio Bizziccari a Catania nella casa di Alliata, che gentilmente, insieme a sua moglie, ci ospitò e ci fece vedere il suo archivio di foto meravigliose che pubblichiamo. Le foto, scoprimmo erano tutte di Fosco Maraini, che oltre ad essere padre di Dacia Maraini, era anche lui un personaggio unico e autore oltre che delle di foto di scena dei film della Panaria, scrittore e che io conoscevo molto bene per aver letto il suo libro sulle donne giapponesi AMA pescatrici in apnea di conchiglie. Fosco, in realtà aveva anche filmato la pesca di queste donne particolari, ma purtroppo, mi disse che il filmato andò perduto in un incendio. Fu così che decidemmo di pubblicare in copertina del “Principe delle Immagini” la foto di Anna Magnani sott’acqua senza maschera. Vedendo la foto di Maraini, sembra persino di udire la risata di “Nannarella”.
In quella occasione Francesco mi presentò Nello Correlae, autore del Dvd  “I ragazzi della Panaria” dove è racchiusa la storia di questi giovani che amavano il mare e l’attività subacquea, in tempi, che per un giovane moderno sembrano facciano parte della preistoria: in primo piano Piero Moncada, dietro Quintino di Napoli (con la pipa in bocca), Francesco Alliata (al centro), Renzo Avanzo. Il quinto (primo a sinistra) è Fosco Maraini.
Io che da sempre sono di una parte politica molto diversa da quella a cui apparteneva di nascita Francesco Alliata, sono stata affascinata da questo personaggio che ha fatto la storia  italiana dell’attività subacquea e che è stato un “italiano eccellente”, non posso esimermi dal salutarlo con un addio o arrivederci Principe.
Giulia D’Angelo


 I Ragazzi della Panaria