lunedì 15 aprile 2013

Parole e musica. Quando la musica incontra il mare ce lo racconta Roberto Soldatini

Parole e Musica si incontrano alle 16.30 del 26 aprile, penultima giornata dello Yacht Med Festival, a bordo della nave Scuola Giorgio Cini quando verranno proclamati i vincitori del Premio dell’Editoria del Mare, in un connubio che va al di là del titolo che raffigura la serata. Saranno l’attore Luca Di Tommaso (dirige a Napoli la compagnia Laerte, laboratorio di esplorazione e ricerca teatrale) e il concertista e direttore d’orchestra Roberto Soldatini a eseguire delle partiture per voce recitante e violoncello – un prezioso Stradivari del 1717 – su una selezione di testi degli scrittori Folco Quilici, Giovanni B. Rossi, Rod Heikell e Bjorn Larsson.
Parole e musica, l’incontro fra un attore e un musicista, ambedue famosi, nasce per una pura coincidenza, come racconta Roberto Soldatini. Luca l’ha incontrato mentre lavorava in una compagnia teatrale che stava mettendo in scena un’opera di Saramago “L’intermittenza della morte”. Due chiacchiere, una corrente di simpatia fra i due ed ecco la proposta “Perché non fai la parte del protagonista recitando e suonando il violoncello?”. Detto e fatto, il musicista accetta la duplice parte di violoncellista e attore. È a questo punto che Roberto riceve la proposta di Giulia di partecipare alla serata di Parole e Musica.
Roberto Soldatini
Sembra quasi il segno del destino, la musica, le parole, il mare… è una sfida a fare qualcosa di diverso in cui si uniscono i tre elementi.
Così si spiega come Roberto sia riuscito a conciliare le sue due grandi passioni – la musica e il mare – andando a vivere sulla sua barca a vela. Nel suo libro di prossima pubblicazione Diario di bordo, di mare, di musica, di vita di uno che ha mollato tutto (o quasi) racconta della sua scelta, della sua esperienza di navigatore solitario e della sua carriera musicale. Da qualche tempo la bozza è sulla scrivania di un paio di editori che dovranno decidere se merita di andare in libreria.
“La foto della copertina del libro forse è poco adatta a un “diario di bordo”, ma è di sicuro la più bella che io abbia mai scattato, tanto che quasi trent’anni fa ha vinto un concorso, e comunque i miei genitori che vanno verso la luce assumono ora che sono scomparsi un significato particolare.”
La radicale sterzata è di due anni fa: nello stesso giorno, nello stesso luogo, con la stessa persona ha realizzato il suo sogno, ha venduto la sua casa romana, proprietà immobiliare nel senso stretto del termine, immobile, che non si muove, e ha acquistato una proprietà che più mobile non si può immaginare.
Luca Di Tommaso
Una barca a vela! Di fatto il nostro musicista, di punto in bianco, senza che avesse mai messo piede su una barca, si è ritrovato in mezzo al mare da solo, veleggiando senza meta, con una barca come casa. Questa brevissima sintesi dei primi anta di Roberto fa capire, o forse no, come sia possibile realizzare un sogno. Fatto è che nel giro di soli due anni, prende la patente nautica, diventa armatore e navigatore solitario. Incredibile ma vero!
Roberto ha raccontato per il nostro maremagazine il suo vagabondare per l’Egeo con una serie di articoli – Andar per Isole – con i quali ha descritto con pazienza e curiosità, il diario, le riflessioni, le indicazioni utili e tutti gli aspetti delle isole che ha visitato. Perdendosi tra le isole greche “Non bisogna partire con l’idea di trovare quel che raccontano, ma scoprire quello che trovi’ chiosa il nostro navigatore solitario, Roberto Soldatini violoncellista, compositore e direttore d’orchestra.
Anche l’attore Luca Di Tommaso non poteva sottrarsi a questa prova che è qualcosa di più che una semplice lettura di testi, ma la fusione della voce con la musica. Per questo i due, coppia di artisti nata per caso, hanno pensato a un adattamento delle suite per violoncello di Bach, concepito per questa occasione, proprio per dare uguale risalto al suono della voce e a quello del violoncello. Parole e musica che si fondono, come fa l’onda del mare che mescola acqua e sabbia quando si infrange sulla riva e si ritira. Nel ripetersi delle onde il cui suono sembra uguale, ma che è sempre diverso, è come la scrittura di Bach che ripete all’infinito una cellula che sembra uguale. Inoltre l’infinità del mare, la vastità degli orizzonti aiuta a liberarsi e a mettersi in contatto con gli strati più profondi dell’anima da cui scaturisce l’ispirazione. Il mare come fonte di ispirazione. 
Monica Ardemagni