martedì 6 novembre 2012

Top Books on the Sea: perle della Sicilia

Nel sito ilmare.com una finestra di dialogo permette di fare la ricerca del libro che si intende ordinare.
Se ricordate il titolo esatto lo scrivete nella casella cerca e vi appaiono le notizie sul libro, autore, anno di edizione, pagine e prezzo. Se invece non lo ricordate dovete affinare la ricerca servendovi della ricerca avanzata con le sue tre finestre: la prima “contengono le seguenti parole”, la seconda “che hanno per autore”, la terza “che hanno per genere”. La ricerca avanzata che proponiamo per la terza puntata della rubrica Top Books on the Sea, è dedicata alla Sicilia.
Così il database ha estratto dal suo catalogo ben 35 pagine da 12 titoli ciascuna con l’argomento Sicilia. Tra questi proponiamo alcune vere e proprie “perle”.
Le prime due sono volumi di grande formato, 30x30 centimetri, rilegati e contenuti in cofanetti che ne esaltano il loro valore.
Il primo, Imago Aetnae, raccoglie in 350 pagine l’iconografia storica dell'Etna dal 1544 al 1892.
Gli autori sono Franz Riccobono e Antonio Tempio che hanno raccolto una vasta raccolta di stampe, disegni e olii raffiguranti l'Etna, simbolo dell'eterna dualità della Sicilia: inferno e paradiso, aridità e fertilità, fuoco e neve, nero di lava e verde di boschi.

L’Etna viene chiamato, puramente e semplicemente, “la Montagna”, perché non ha bisogno di aggiungere altro, perché è questa la montagna per antonomasia. Una montagna del tutto particolarechenon si limita, come tutte le montagne ad essere imponente e solenne ma, a differenza di tutte le altre, è viva di una sua vita. In questa inseparabile unione tra grazia e orrore, nel loro incontro e scontro, sta il segreto e la ricchezza della storia dell’isola. Ed è per questa inseparabile unione tra grazia e orrore che ogni catanese ha sempre nutrito per l’Etna un sentimento di definitiva appartenenza. Ogni volta che l’Etna ha distrutto Catania, i catanesi l’hanno ricostruita esattamente nello stesso posto. Essere sicuri lontano dall'Etna ha contato per i catanesi molto meno del vivere pericolosamente vicino all’Etna.


A ds. J.H. Frezza. Aci e Galatea inseguiti da Polifemo. Incisione su rame acquerellata Roma 1704  cm 54x27,5

A ds. Anonimo, Piano di cassettone in legno di noce intarsiato, Catania 1835

Un libro sull'Etna scritto da siciliani e pubblicato da un editore catanese è, quindi, innanzitutto un atto d'amore verso questo monte e anche un atto d’amore per quella gente che ha fatto dell’Etna il suo simbolo e che dal rapporto con l’Etna ha tratto il suo modo d’essere, la sua forza, il suo carattere. Scrive lo storico Giuseppe Giarrizzo nell’introduzione: “il destinatario privilegiato di quelle carte è il viaggiatore che vuol fermare nel disegno le emozioni che la memoria dell’ascesa ridesta in lui o nella curiosità di chi è aperto al suo racconto”.



A ds. J. Andran. Triofo di Galatea Incisione su rame acquerellata 1770 Parigi







La seconda perla è Imago Siciliae di Liliane Dufour e  Antonio La Gumina, anche questo di 330 pagine, racchiudono una ricca ed esaustiva panoramica delle carte geografiche della Sicilia che si sono succedute nell’arco di cinquecento anni. “Essa, scrive nella prefazione Mario Ciancio Sanfilippo, ci restituisce, attraverso la sua varietà, anche una dimensione soggettiva della descrizione della nostra isola. Tante, tantissime immagini e tutte diverse, clamorosamente diverse”.…“Scorrendo le pagine di questo atlante, a sua volta antologia di altri atlanti, si nota subito come la Sicilia abbia sempre avuto un posto d’onore nella rappresentazione geografica del mondo. Scrive nell’introduzione lo storico Giuseppe Giarrizzo: “La ricca serie di carte qui riprodotta è però qualcosa di più di un corpus cartografico, o di un atlante storico per carte aggiunte.
È traversata e tenuta assieme dal processo culturale ed emotivo che l’ha costituita”. Il profondo amore per la Sicilia e la passione con la quale da anni Liliane Dufour si dedica allo studio dell’isola, nonché la completezza e l’accuratezza storiografica di Antonio La Gumina hanno sostenuto l’Editore nel concepire e realizzare un’opera che ancora una volta rende omaggio ai siciliani e alla loro terra. Ma il sogno è di poter un giorno stampare un volume della Sicilia contemporanea che abbia per titolo, come nel 1595: Sicilia, optima insularum omnium.

A sn. La Sicilia antiqua di Cluverio fu molto apprezzata già dai contemporanei ed ebbe molte riedizioni. Nel 1723 venne presentata, a cura di Johann Georg Graeve, nel Thesaurus antiquitatum et historiarum Siciliae, opera edita a Lugduni Batavorum e che racchiude un’antologia dei testi di carattere storico-geografico più rappresentativi dell’isola.





L’isola del viaggio, il Museo dei Viaggiatori in Sicilia di Francesca Gringeri Pantano. Il “piacere degli occhi” è ragione fondamentale di ogni viaggio in cui l’appagamento puramente estetico del “vedere” diventa la base dell'osservare: questo approccio risulta evidente sfogliando le pagine de L’Isola del Viaggio - Palazzolo Acreide: il Museo dei viaggiatori in Sicilia, in cui lo sguardo di Francesca Gringeri Pantano, con finezza, dona al lettore pagine ricche di spunti e suggestioni. Grazie a questa sensibilità l'architettura, le fortificazioni, i palazzi e le chiese diventano una mirabile fusione di utilità e bellezza, di funzionalità e armonia in un libro che ci guida lungo un percorso di appassionato sapere. Di questa Sicilia “caravaggesca”, terra di luci e ombre, di lusso e umiltà, l'autrice racconta le terre a sud della piana, quel Val di Noto dove molte sono le testimonianze della civiltà greca e dell'industriosa opera di uomini nati ai confini tra terra e mare. Il punto di partenza è quel Dominique Vivant Denon, noto appassionato di storiografia siciliana, la cui opera viene arricchita dagli sguardi - divenuti parola e colore - di artisti e viaggiatori che hanno visitato quei luoghi e quelle città. Così, attraverso pagine ricche di sapere e di arte, il “piacere degli occhi” pervade la nostra mente, permettendoci di osservare quel che già ci era noto con ritrovata e rinnovata emozione: non si è mai stanchi, infatti, di apprezzare la straordinaria bellezza della Sicilia.

A ds. Bassorilievi antichi scolpiti nella roccia [Palazzolo Acreide], disegno e incisione all’acquatinta di J. Houel, cm 23,1x35,8
Dopo aver esaminato Siracusa in tutti i suoi aspetti, nel maggio del 1777 Houel si dirige verso Palazzolo, distante «ventiquattro miglia». Attraversa dapprima Floridia, il cui territorio trova ben coltivato e alberato, poi la cava di Bidinello e il bosco di Baulì. Giunto a Palazzolo riconosce, nella località chiamata Acremonte, la sede della prima colonia di Siracusa fondata nel 664-663 a.C.
In Akrai (il teatro sarà scoperto agli inizi del XIX sec. dal barone Gabriele Judica) Houel osserva diversi reperti. Nei dintorni, vicino alla sorgente Acqua Santa e sul fianco meridionale del Colle Orbo, visita le grandi sculture rupestri note con il nome di Santoni. I dodici grandi rilievi, databili intorno al III sec. d.C., sono distribuiti su due gradoni rocciosi, su un prospetto di oltre trenta metri. Ad essi l’artista dedica tre acquetinte. Tali incisioni costituiscono la prima testimonianza grafica del più vasto santuario rupestre dedicato in Sicilia al culto della Magna Mater. Di esso Bernabò Brea ha evidenziato il significato storico-religioso ponendolo in rapporto con i riti cultuali dedicati alla dea Cibele nei santuari rupestri dell’Anatolia. Nella prima tavola incisa da Houel sono raffigurate le due nicchie in cui la dea è mostrata seduta in trono, con lunghe trecce, il modio cilindrico in testa e figure ai lati. Le sculture sono protette da strutture lignee e da cancelli.

L. F. Cassas , Théatre de Syracuse, fine sec. XVIII. Disegno acquerellato
Il Museo dei Viaggiatori in Sicilia di Palazzolo Acreide (Siracusa) – riconosciuto dall’Unesco – è una struttura museale depositaria e promotrice di una cultura della bellezza, nel senso più nobile e profondo del termine. Grazie all’impegno costante di Francesca Gringeri Pantano, è un esempio intelligente di collaborazione tra privato e pubblico, tra il Centro Studi “Jean Houel” e il Comune. Il periodo del Grand Tour senza dubbio ha consegnato un’immensa letteratura e la Gringeri ha scelto di dare un taglio scientifico al materiale in suo possesso. Grazie alla sua sensibilità l’architettura, le fortificazioni, i palazzi e le chiese diventano una mirabile fusione di utilità e di funzionalità e armonia in un libro che ci guida lungo un percorso di appassionato sapere. Di questa Sicilia “caravaggesca”, l’autrice racconta le terre a sud della piana, quel Val di Noto dove molte sono le testimonianze della civiltà greca. Il punto di partenza è quel Dominique Vivant Denon, noto appassionato di storiografia siciliana, la cui opera viene arricchita dagli sguardi di artisti e viaggiatori che hanno visitato quei luoghi e quelle città. Così, attraverso pagine ricche di sapere e di arte, non si è mai stanchi di apprezzare la straordinaria bellezza della Sicilia.
Inoltre le antiche carte geografiche di Sicilia, prodotte in Europa dalla seconda metà del ‘500 alla fine del ‘700, sono state, per chi desiderava viaggiare nella grande isola del Mediterraneo, un’inscindibile guida.

A ds. Nella carta di Matthias Seutter (Ausburg 1678-1756) il cartiglio centrale evidenzia, nella parte superiore, lo stemma dell’Austria sotto il cui dominio è la Sicilia tra il 1720-1738. In basso, nei due riquadri, sono la pianta di Messina con il suo porto a falce e Catania con il vulcano Etna.

Le piante, rappresentazioni dei confini geografici e cariche di più significati, testimoniano anche il periodo storico in cui sono state realizzate. Generalmente incise con la tecnica dell’acquaforte e spesso rese più attraenti dalla coloritura ad acquarello, alcune di esse mostrano i toponimi delle città fondate dai Greci e dai Romani e gli antichi tracciati viari. Aggiornate nel tempo dai vari autori evidenziano spesso la divisione in tre Valli dell’isola e, come fenomeno naturale, il vulcano Etna. Nei cartigli, eleganti elaborazioni grafiche di simboli e figure mitologiche, sono inseriti i titoli e i riferimenti toponomastici.