martedì 16 ottobre 2012

Top Books on the Sea: consigli per una buona lettura

Marco Firrao
Sono ventisettemilatrecentonovanta i titoli dei libri che ilmare.com il sito della nostra libreria “lavora” in ogni momento. Come prima libreria italiana specializzata in mare, con 37 anni di attività alle spalle, siamo stati in assoluto i primi a creare un sito di e-commerce – commercio elettronico –, nel ’97 del secolo scorso, quando nasceva il Cybermercato e ancora non esisteva una rete globale quale è Internet oggi. Un’attività all'epoca, costosa e quasi sconosciuta. Marco Firrao, il nostro direttore, è cresciuto seguendo passo passo la sua evoluzione, e ora, dopo quindici anni di affinamento del sistema e di esperienze può offrire un servizio di prim’ordine. Marco ha iniziato l'attività di libraio all'età di17 anni subito dopo avere conseguito la maturità. La Libreria Internazionale Il Mare è stata la sua Università. Ora che di anni ne ha 47 si può vantare di avere una notevole, forse unica, conoscenza dell’editoria di mare. Non c’è libro o autore che lui non conosca. Tanto che una delle sue principali attività è quella della ricerca di libri che si sono persi nel mare magnum della carta stampata. Tra i titoli in catalogo, Marco ora in questa rubrica ci segnala quei volumi molto particolari, che gli amatori del mare dovrebbero apprezzare ed avere nella propria Biblioteca marinara.
 
Iniziamo presentando Manifesti navali scritto a due mani da Gabriele Cadringhr e Anne Wealleans, un libro di grande formato, 30x40 cm, edito nel 2009.
Sulle compagnie marittime e le loro navi sono stati pubblicati centinaia di libri, di solito volumi fotografici. Queso si propone invece di scoprire la loro storia in modo diverso, illustrandola attraverso i manifesti che ogni compagnia produsse per far conoscere le proprie navi e le proprie tratte. Le compagnie marittime sono nate verso la metà del XIX secolo, praticamente in contemporanea alla litografia, per cui il manifesto è divenuto rapidamente il mezzo di comunicazione privilegiato e lo è rimasto per circa un secolo, fino agli anni Sessanta del secolo passato, quando l’aereo ha definitivamente sostituito la nave per i viaggi da un continente all’altro.
Il manifesto marittimo ricostruisce un storia, che è artistica e culturale, umana e industriale insieme. Artistica perché naturalmente vi è un’evoluzione del design.


L’immagine della nave che fa la sua comparsa nel XX secolo accompagnata da informazioni sulle rotte servite, assumerà un’importanza crescente dal punto vista grafico e visivo nei manifesti Art Nouveau. Nella successiva grande epoca Art Déco, maestri come Cassandre firmano opere – come per il Normandie o l’Atlantique – che rimangono nell’immaginario. Infine, nel dopoguerra e sino alla fine delle rotte transatlantiche, il manifesto si adatta nuovamente al gusto del momento, quello dell’arte moderna.
È una storia culturale e umana perché, per più di un secolo, i transatlantici sono stati l’unico mezzo per viaggiare da un continente all’altro: «the only way to cross!» come scrive lo storico John Graham Maxwell. Milioni di passeggeri si sono serviti delle rotte transatlantiche, dai milionari che alloggiavano nelle suite dagli arredi da favola sino agli emigranti in cerca di un futuro migliore, ammassati in terza classe.
Ma vi erano anche i funzionari coloniali, i militari, i commercianti, i turisti folle di persone hanno viaggiato su queste navi, le più grandi macchine da trasporto che l’uomo abbia mai costruito. Infine storia industriale, perché i transatlantici costituivano le «vetrine» dei loro rispettivi paesi, mettendone in opera tutte le capacità tecnologiche. Gli interni dal canto loro, riflettevano i più recenti progressi, sia artistici che tecnici: si pensi ad esempio al Normandie, i cui arredi erano opera dei migliori artisti dell’epoca.
Questo libro vuole raccontare la storia delle compagnie marittime e dei loro transatlantici attraverso i manifesti pubblicitari. Un intero secolo di avventure marittime e sociali è rievocato attraverso le storie artistiche, culturali, umane e industriali.
Il France, che fu l’orgoglio della Marina mercantile francese, è in corso di smantellamento su una lontana spiaggia indiana; lo United States, ultimo transatlantico ad aver vinto il Nastro Azzurro, arrugginisce in un angolo del porto di Philadelphia; il Queen Mary, il più celebre della lunga dinastia di transatlantici inglesi, è diventato una nave albergo per americani in vena di nostalgie nel porto di Long Beach…

Ma dove sono le centinaia di altre navi che hanno solcato i mari del globo per più di un secolo? Dove sono il Lusitania e il Mauretania, gemelli di classe della Cunard, il Kaiser Wiehleml II, l’Imperator? E dove ancora il Paris, l’Ile de France, veri palazzi galleggianti, dimostrazioni viventi dell’arte e dello stile francesi, il Bremen e l’Europa, simboli della rinascita tedesca tra le due guerre, il Rex e il Conte di Savoia, fiori all'occhiello della Marina italiana, il New Amsterdam, il più grande dei transatlantici olandesi e, infine, il Normandie, il pù smisurato di tutti i levrieri del mare, meraviglia della tecnica e del design? Sono stati demoliti o sono persi nel mare e di loro non resta che il ricordo, gli oggetti e le foto che fanno la gioia dei collezionisti.

Nel libro sono riprodotti più di cento manifesti, dalle prime riproduzioni delle imbarcazioni del XIX secolo proseguendo verso l’Art Nouveau e l’Art Déco, tutte le navi mitiche che hanno fatto parte della storia straordinaria – a tratti incredibile – delle compagnie marittime. Questi manifesti destinati a far sognare allora fanno sognare ancora oggi.