giovedì 25 ottobre 2012

Shorebreak, la potenza delle onde hawaiane fotografate dal loro interno


“The shorebreak is my comfort zone. I absolutely love it. It's always different. The light, the colors, the water, the sand and what happens to it. And to be there to capture it and share it with the world... what a dream..”  Clark Little

“Le mie fotografie sono in grado di trasmettere una visione molto particolare che non sareste mai in grado di vedere”, così Clark ha selezionato i suoi migliori scatti in un volume di 182 pagine con oltre 100 foto a colori, un vero e proprio libro da collezione, The Shorebreak Art of the Clatk Little, letteralmente onde che si infrangono sulla costa, pubblicato negli Stati Uniti e disponibile anche nella nostra Libreria.

“Egoista d’un surfista, perché non mi porti un po’ delle tue onde in casa? vorrei appenderne una qui, proprio qui, in camera da letto!”, sbottò un giorno la moglie. Potrebbe essere questo l’incipit del racconto biografico che vede come protagonista Clark Little, oggi fotografo di fama internazionale e prima ancora surfista d’eccezione. 
Clark Little
La storia ha inizio 45 anni fa a Napa, in California, dove Clark nasce e prende corpo solo due anni dopo alle Hawaii, nuova destinazione per tutta la famiglia. Quando nel 1978 esce il film Big Wednesday (Un mercoledì da leoni) dedicato al mondo del surf, Clark era un adolescente e probabilmente il suo idolo era Matt, il più spericolato dei tre protagonisti del film. Ci piace immaginare che sia stato Clark il giovane surfista che riceve in dono da Matt la tavola, come nel finale del film. Ma questa è pura fantasia.
Comunque Clark cresce, anche lui, tra le onde del Pacifico, che lo educano ad affrontarle e superarle, con il talento temerario di chi intuisce che di fronte a certi fenomeni o si è uomini di visione o si è spacciati. Il Shorebreak diventa così la sua disciplina: cavalcare onde che si infrangono a riva, veloci e potenti come solo la Natura sa essere. Negli anni ottanta e novanta è il pioniere del surf in shorebreak a Waimea Bay, le cronache lo ricordano decollare su onde da brivido e uscirne indenne. Quella tensione a perseguire la perfezione delle forma naturali, a fondersi con l’elemento un attimo prima del caos, a sentire il silenzio che si infrange nel boato sordo della trasformazione, quel bisogno vitale di sentirsi parte della potenza del Mare. 
Sensazioni da surfisti e da uomini di mare, che hanno il punto debole, a volerne trovare uno, proprio nella loro essenza solitaria, non condivisibile, e labile, passeggera, esattamente come quell’onda che si infrange e un istante dopo non esiste più. Ma finalmente nel nostro racconto arriva il 2007 e con esso una reflex digitale con custodia subacquea. Clark assicura il terzo occhio tecnologico al braccio, ai piedi pinne da bodysurfing e così equipaggiato affronta il mare per oltre sei ore al giorno, con qualsiasi tipo di onda. “Occorre conoscere i tempi del moto ondoso, e come potere sfuggire loro se necessario, tenendo sempre in conto le maree, l’altezza e direzione moto ondoso e del vento, delle condizioni meteo, oltre a saper nuotare molto bene”, racconta, come a voler precisare che “è ancora più complicato di come potrebbe sembrare”. 
Attende, si posiziona dentro l’onda e registra la magia scultorea della parabola che si chiude. È l’inizio di un inebriante viaggio documentario all’interno delle onde. 
Clark può finalmente fermare quello che vede, la potente bellezza delle onde hawaiane dal loro interno, una prospettiva unica da mostrare al mondo intero.  
L’introduzione di Jack Johnson e Kelly Slater accompagna il lettore alla scoperta di questo straordinario personaggio, della sua storia sin dalle origini, suggestioni d’atmosfera prima di immergerci nella bellezza plastica ed eterna che Clark Little ha saputo fissare in immagini, frames immutabili di acqua che si muove.
Elisa Govi

Un cofanetto in tessuto nero antiscivolo protegge il libro. Formato cm 30x30