lunedì 3 settembre 2012

Otto referendum come risposta all’antipolitica, parola di Umberto Croppi


Ma sarà davvero antipolitica quell’avversione verso la classe dirigente e le sue forme di autotutela che pare ormai caratterizzare la generalità degli elettori italiani? O non è forse il contrario, cioè la ricerca di nuovi modelli di rappresentanza che ridiano ai cittadini la titolarità del diritto di decidere sul proprio destino?
Per provare a dare una risposta a questa domanda di partecipazione, per iniziativa del sottoscritto, di  Mario Staderini e Angelo Bonelli, un gruppo di romani, tra cui esponenti di comitati, associazioni, valontariato, hanno pensato di rendere operativo uno strumento previsto dallo statuto del Comune di Roma e mai prima utilizzato: il referendum.
Con 50.000 firme autenticate, da raccogliere in tre mesi, i cittadini della Capitale possono infatti richiedere che un quesito venga sottoposto al voto popolare nel corso della successiva primavera. Al contrario di quelli nazionali i referendum cittadini non sono abrogativi ma danno la possibilità di avanzare proposte.
Così abbiamo individuato ben otto temi sui quali stiamo raccogliendo le previste firme (il termine ultimo è il prossimo 30 settembre) per portare la città al voto insieme alle elezioni amministrative del 2013.
Tra questi temi ce n’è uno che riguarda il mare, non tutti infatti sanno che il Comune di Roma ha una delle più grandi estensioni costiere d’Italia. Il referendum chiede di ripristinare un corretto rapporto tra sfruttamento commerciale e fruibilità della spiaggia: oggi a Ostia è praticamente interdetto il libero accesso alla spiaggia e il lungomare è ridotto ad un “lungomuro”, che preclude persino la vista del mare.
U. Croppi e il consigliere Provinciale G. Lobefaro
Tutti gli altri temi ruotano intorno a questioni che hanno comunque a che fare con la qualità della vita, dei servizi e con i diritti alla persona. 
 Vediamo quali sono:
Mare Libero. Libero accesso dei bagnanti al mare e ripristino della visibilità del mare di Roma; riequilibrio al 50% tra spiagge libere e attrezzate.
Mobilità. Progressiva riduzione del traffico privato nel centro storico per dare tempi certi ai bus, corsie preferenziali protette e tranvie, piste ciclabili e blocco per i pulman turistici; Trasformazione dei treni pendolari in linee metropolitane.
Stop al consumo di suolo. Puntare sul recupero e rinnovo dei tessuti urbani già esistenti, attraverso
un’edilizia che non consumi suolo ma a recuperare quello che già c’è.
Croppi in libreria raccoglie l’adesione di Giulia D’Angelo

Rifiuti zero. Rivoluzionare le politiche sui rifiuti in modo da riciclarne e riutilizzarne il più possibile, differenziata e porta a porta in tutta la città; utilizzazione delle discariche solo per una piccola parte di rifiuti trattati.
Famiglie di fatto. Rimozione delle discriminazioni nei servizi e nelle attività del comune tra famiglie, che siano sposate o no, eterosessuali o omosessuali.
Registro dei testamenti biologici. Istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici che raccolga le disposizioni anticipate di trattamento sanitario e di fine vita dei cittadini che intendano depositarle.
Libertà di scelta dei servizi alla persona. Per asili nido, assistenza anziani e disabili, fermo restando il ruolo del Comune, il referendum si riferisce a quella parte di servizi già oggi affidati a strutture non pubbliche e chiede l’istituzione di bonus che le famiglie potranno sfruttare nel modo e nelle strutture che riterranno più idonee. 
Piazza del Popolo, uno dei cento banchetti
Meno partitocrazia. Ridurre i costi dell’apparato amministrativo azzerando i consigli di amministrazione delle aziende municipalizzate in cui il comune sia socio unico, che esistono soltanto come luogo di consociativismo e clientelismo: affidandole a un amministratore unico ci saranno meno poltrone da spartirsi e un risparmio di sei milioni di euro l’anno.
Insomma si tratta di una occasione concreta per dare forma alla richiesta della maggioranza dei cittadini che non vogliono più delegare le scelte ad una classe politica autorferenziale ma riappropriarsi del diritto di decidere.
Per questo rivolgiamo a tutti i residenti nella Capitale a un appello a firmare, a parlarne con amici, parenti, colleghi, magari offrire il proprio aiuto ai tavoli di raccolta o dare un piccolo contributo (l’iniziativa è totalmente autofinanziata): si può firmare in tutti i municipi o ai tavoli allestiti su strada, che saranno segnalati ogni giorno sul nostro sito: www.romasimuove.it.
Restano pochi giorni e molto lavoro da fare. Potrebbe essere il primo strumento concreto per cambiare davvero le regole della politica!
Umberto Croppi

Umberto Croppi, è stato assessore alla Cultura del Comune di Roma, attualmente è direttore generale  della Fondazione Valore Italia