domenica 16 settembre 2012

Bona Fide, 113 anni e non li dimostra

Vele d’epoca a Imperia (foto F. Rastrelli)
Alla diciassettesima edizione di Le Vele d’Epoca di Imperia, nella categoria Yacht Epoca Aurici in particolare ha impressionato la più “vecchia” tra le barche presenti: il Five Tonner Bona Fide di 113 anni, costruito appunto nel 1899.
Imperia è stata la quarta tappa nel Mediterraneo del Panerai Classic Yachts Challenge 2012, il circuito internazionale di regate riservato alle barche a vela d’epoca e classiche e sponsorizzato per l’ottavo anno consecutivo da Officine Panerai. Ottanta gioielli, veri e propri capolavori, sono stati protagonisti della più bella mostra galleggiante che si possa immaginare.
Per una settimana una flotta di barche suddivisa in quattro grandi categorie tra Yacht d’Epoca (barche costruite prima del 1950), Yacht Classici (barche costruite tra il 1950 e il 1975), Spirit of Tradition (repliche moderne di antichi progetti) e Classi Metriche (15 Metri S.I., 12 Metri S.I., 8 Metri S.I., 6 Metri S.I., ecc.), hanno dato spettacolo. Un raduno eccezionale per gli unici quattro 15 Metri S.I. (Stazza Internazionale) tuttora naviganti e tra gli altri giganti a vela iscritti a Imperia anche il 40 metri Cambria del 1928, il 64 metri Adix, il 38 metri Altair, il 40 metri Orion del 1910, il 36 metri Sunshine e il 43 metri Sylvia del 1925.  Uno spettacolo unico con regate dal sapore particolare che sotto il profilo agonistico hanno ritrovato le antiche radici della vela. Si sono affrontati skipper che hanno scritto le pagine più belle della vela agonistica, dal francese Bruno Trouble, ideatore della Louis Vuitton Cup, a Mauro Pelaschier, il famoso timoniere di Azzurra o lire alle donne come la francese di Mariska, Laurence D. Rames.
Bona Fide a Imperia (foto F. Rastrelli)
L’armo aurico, usato tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, è caratterizzato da una randa di forma trapezoidale tesa tra l'albero, un picco nella parte alta e il boma. Al di sopra della randa può essere issata una seconda vela di forma triangolare: la controranda, murata all'alberetto (la parte superiore dell'albero) e al picco.
Bona Fide, così armata è antesignana di forme e soluzioni idrodinamiche sviluppate dopo quasi un secolo, è stata disegnata nel 1899 da Charles Sibbick e costruita nel cantiere di Cowes.  Trasferita in Francia nel maggio del 1900 ottiene la prima vittoria olimpica della vela nella sua categoria. Il suo proprietario la cedette all’ armatore e timoniere italiano Giovanni Brambilla. Bona Fide fu trasferita definitivamente sul Lario per una quindicina di anni e continuò a vincere nelle regate locali.
Bona Fide in una foto d’epoca
Dopo la Prima guerra mondiale Brambilla la passò al nipote, il Conte Giovanni Lanza di Mazzarino, che la trasferì sul lago Maggiore, utilizzandola per diporto. Solo nel 1937 la ritroviamo presente a qualche regata organizzata dal Regio Verbano Yacht Club di Belgirate. Seguì un altro lungo periodo di abbandono e inevitabilmente di lento deperimento. Nel 1962 venne venduta ai fratelli Jacopo e Cesare Pellegrini e ritornò sul lago di Como. Altri tre anni ed ecco un nuovo proprietario, Gianluigi Gini che sul Lago di Como è anche armatore del 12 metri Victory. Di nuovo vennero effettuati alcuni lavori di ripristino in vista di un restauro completo che però non avverrà. Infine nel 1999 Giuseppe Giordano, notaio, appassionato velista, trovò Bona Fide con lo scafo era in uno stato deplorevole abbandonato in un cantiere presso Como. Il restauro di Bona Fide, affidato Cantiere Navale dell’Argentario, durò  tre anni durante i quali lo scafo riacquistò l’assetto originale.
 Tra gli interventi effettuati anche la quasi integrale sostituzione del fasciame in mogano e di quasi trecento ordinate. Il 19 giugno 2003 Bona Fide scende di nuovo in acqua dopo una assenza durata esattamente un secolo.Tornata a competere Bona Fide ha ripreso a vincere, nel 2004 e di nuovo nel 2006 si è aggiudicata il Campionato Internazionale del Mediterraneo “Panerai Classic Yacht Challenge”.

L'opera più completa sulla storia, la progettazione e l’evoluzione tecnica dello yachting nel XX secolo, la ritroviamo nei due volumi Yacht del XX Secolo (Vol. I: dal 1850 al 1920; dalla goletta America alla nascita del Regolamento di Stazza Internazionale: le barche, gli uomini, le regate dell’epoca d’oro della vela. Vol. II dal 1921 al 1949; l’epoca d’oro dei J-Class. I primi “ocean racer” al Fastnet e alla Sydney-Hobarth e gli yacht del dopoguerra.