sabato 26 maggio 2012

Subacquei! fotografate le uova di gattuccio, lo chiede Eleonora

È proprio vero, Eleonora una ne fa e cento ne pensa…
E noi di quello che organizza e fa Eleonora De Sabata puntualmente e volentieri ce ne occupiamo. A gennaio dello scorso anno parlando dello squalo bianco. Subito dopo a febbraio, per parlare della mostra sul tonno rosso a ottobre, infine del progetto sullo squalo elefante.
Eleonora è giornalista, oltre che fotografa, che dedica da quindici anni gran parte della sua attività agli squali, impegnandosi anche attivamente nella ricerca scientifica.
Uovo di gattuccio (foto S. Nicolini)
Gli squali non li racconta soltanto in documentari e libri (di grande successo quello per ragazzi “Cosa fanno gli squali tutto il giorno nel mare”), articoli e trasmissioni ma dal 2001 li studia con il suo progetto MedSharks per lo studio degli squali grigi in Turchia, dello squalo elefante in Sardegna, del capopiatto in Sicilia e dello spinarolo. Senza contare che collabora con la Shark Alliance per modificare le leggi europee in tema di pesca agli squali.
È presente nella rete sfruttando tutti i mezzi che questa offre, quindi il suo sito personale, quello della sua associazione, i blog dedicati ai progetti e naturalmente la pagina su Facebbok e Twitter e chissà cos’altro ancora.
E proprio nella “rete’ abbiamo pescato l’ultimissima sua iniziativa: hai visto un uovo di gattuccio?
Il gattuccio maggiore, conosciuto anche con il nome di gattopardo, è una specie di squalo che vive in Mediterraneo e si riconosce per la livrea con grandi macchie scure. Poco si sa della sua biologia, ma ha la caratteristica di riprodursi molto avanti con gli anni e di generare pochi piccoli, così da renderlo vulnerabile alla pesca intensiva. Questo innocuo squaletto, che raggiunge un metro e mezzo di lunghezza, è nella “Lista Rossa”  delle specie a rischio d’estinzione dalla IUCN, l’Unione per la Conservazione della Natura. Come è dimostrato dal fatto che praticamente non esiste più nel Tirreno nelle “retate” scientifiche di campionamento degli ultimi 20 anni.
Ecco allora Eleonora – una ne fa e cento ne pensa – con il suo progetto “Uova di gattuccio”  che invita i subacquei (soprattutto le guide e istruttori, che vengono in contatto con centinaia di sub ogni anno) a trasformarsi in ricercatori e a fotografare le uova per creare una mappa delle zone di riproduzione del gattuccio maggiore (Scyliorhinus stellaris). Le finalità del progetto sono, oltre che divulgative, essenzialmente scientifiche: la raccolta delle segnalazioni permetterà di avere un’informazione finora sconosciuta alla scienza, la identificazione delle zone di riproduzione del gattuccio.
Senza contare che le uova sono un  “mezzo” per raccontarci la storia dei gattucci e i problemi che in generale squali e razze hanno nel nostro mare.

Per avere tutte le informazioni su come partecipare alla ricerca e a seguire questo straordinario progetto, basta andare in rete e pescarle come abbiamo fatto noi! Buona navigazione ai nostri lettori e buon vento a Eleonora aspettando il suo prossimo progetto!
Ma. Bi.