venerdì 25 maggio 2012

Niña che va, O’pen Bic che viene

È tornato! e ha preso il posto della Niña la piccola barca lunga appena un metro e novanta che tanto incuriosiva i visitatori della nostra libreria e che è salpata verso il lago di Bracciano, dove viene utilizzata per battute di piccola pesca.
È l’O’pen Bic che ora vi accoglie e fa “l’inchino” per salutarvi. È giovanissimo, è nato nel 2006 e già si contano a migliaia i giovani che lo usano. L’abbiamo già presentato in un precedente servizio poco più di un anno fa. È alto, anzi è lungo, due metri e settantacinque, largo uno e quattordici, la forma dello scafo, a doppio fondo, è completamente aperta a poppa. Solo lo scafo pesa quarantacinque chili ed  è realizzato con polietilene termoformato riciclabile al cento per cento. Per la sostenibilità che rappresenta all’O’pen Bic è stato assegnato il premio Bateau Bleu.
È una deriva di nuova concezione ispirata ai moderni skiff (una barca di origine australiana dal pescaggio minimo, dalle linee d’acqua allungate che permettono di sviluppare grandi velocità), veloce, leggera, di dimensioni contenute adattissima ai ragazzi tra i sei e i quindici anni che vogliono avvicinarsi al mondo della vela.

Ha i bordi arrotondati per evitare rischi in caso di scuffia; il pozzetto è ergonomico, senza angoli, permette ampia libertà di movimento ed è auto-svuotante; la pala del timone si leva e si  mette in un attimo; è dotato di comode maniglie integrate che rendono facile la messa in acqua e il trasporto; l’uso è di una semplicità incredibile.
L’albero, in resina epossidica e il boma in alluminio, è alto quattro metri e mezzo. Nelle scuole si usa con una vela di 3,8 metri quadrati, da 4,5 quando si è più bravi.


Parte facilmente in velocità al lasco/granlasco, e anche in bolina dà straordinari risultati.
L’O’pen Bic è un giocattolo divertentissimo, si legge nell’introduzione del libro “La vela è un gioco bellissimo”, con cui  cominciare ad andare a vela, con un approccio basato sul divertimento, con quel giusto spirito di avventura che occorre avere quando da bambini ci si avvicina all’acqua, al vento, alla natura.”

L’O’pen Bic piace perché fa divertire i bambini, non sostituisce l’Optimist, che va difeso a oltranza perché è l’unica vera barca a vela per ragazzi, questo invece è un giocattolo che consente di portare in barca bambini che forse sull’Optimist non ci andrebbero. È facile imparare ad usarlo, già a sei anni vanno in acqua e in poco tempo si possono addirittura fare regate.
I centri O’pen Bic sono vere e proprie scuole vela affiliate alla FIV.
È stato messo in rete www.classeopenbic.it il nuovo sito della Classe italiana che si affianca a quello della Classe internazionale, dove trovare tutte le informazioni, i regolamenti, i percorsi della Classe, notizie sulle regate, convenzioni per le trasferte, mercatino dell’usato, dove e come acquistare i pezzi di ricambi, eccetera, insomma si trova tutto ciò che occorre sapere per portare i vostri figli in un centro O’pen Bic.
Il più vicino a noi è il Circolo Velico Villaggio Tognazzi, ideato a Guido Siroli, è a Torvajanica sulla litoranea, ingresso Capitani di Spiaggia.