sabato 14 gennaio 2012

Un esercito di ricercatori per studiare il profilo costiero della nostra Penisola

Alla realizzazione del libro La Costa d’Italia hanno partecipato un esercito – così come afferma il suo curatore, il professor SergioGinesu dell’Università degli Studi di Sassari –, di ricercatori appartenenti a diverse discipline che hanno affrontato il tema della costa dell’intero perimetro dell’Italia con una ottica esclusivamente fisica. Provengono in gran parte dalle discipline delle Scienze della Terra, sebbene non manchino gli interventi di ingegneri, architetti e geografi umanisti ed economici. Uno straordinario gruppo di lavoro multidisciplinare ed interdisciplinare, costituito da oltre 100 ricercatori provenienti da 21 sedi universitarie e centri di ricerca sparsi in tutta Italia, che, pur sempre nelle ristrettezze di bilancio, è riuscito a mantenere viva e dinamica la ricerca sui problemi della costa.
Tuttavia, la difficoltà di realizzare, per la prima volta in Italia, un volume monotematico che considerasse l’aspetto fisico del profilo costiero del Paese erano tante e non semplici da superare, anche considerando le varie competenze sui numerosi argomenti da trattare che coinvolgevano un numero molto elevato di studiosi.
L’opera contiene le informazioni inerenti la genesi delle coste, la loro evoluzione geomorfologica e tutti i caratteri che determinano la varietà del paesaggio costiero, sia attraverso l’opera dell’uomo che attraverso le norme di tutela e rispetto totale, come nel caso delle aree marine protette, oramai una realtà in tutti i mari del nostro Paese. Il volume si compone di due parti: la parte delle tavole nazionali e la parte delle tavole regionali. Nella prima vengono esaminati gli aspetti che caratterizzano l’aspetto fisico ed antropico della costa italiana e dei suoi mari. La seconda parte è rivolta alla costa di ogni singola regione tenendo conto delle peculiarità di ciascun territorio e della possibilità per gli autori di poter integrare con i risultati delle proprie ricerche e delle proprie conoscenze.
II lavoro è anche il risultato di un lungo cammino che si è svolto nell’arco di circa trent’anni, durante i quali la comunità scientifica si è progressivamente trovata intorno a gruppi o associazioni uniti dallo stesso profilo di ricerca.
Tra questi il Gruppo Nazionale di Ricerca sull’Ambiente Costiero (G.N.R.A.C.) e l’Associazione Italiana di Geografia fisica e Geomorfologia (A.I.Geo). Entrambe queste due associazioni sono state il vero motore di quest’impresa.