lunedì 23 gennaio 2012

Superyachts e navi da crociera: la ricerca sullo stato dell’arte

Superyachts, Charteryachts e Cruise Vessels Design sono i tre volumi che rappresentano la sintesi dell’impegno accademico genovese nell’ambito della ricerca navale-nautica con il D.S.A. – il Di partimento di Scienze per l’Architettura dell’Università degli Studi. Riassumono l’attività di ricerca sulle navi da crociera e da diporto condotta dai ricercatori e dai docenti coinvolti nelle discipline nautiche nell’Ateneo e in atto da diversi anni.
La ricerca è sviluppata sia come analisi dello stato dell’arte sia come sperimentazione progettuale applicata dai medesimi docenti nell’ambito dei Laboratori di Design Navale e Nautico attivi presso il Corso di Laurea Triennale in Disegno Industriale – curriculum navale nautico e il Corso di Laurea Magistrale in Design Navale e Nautico.

L’attenzione che i docenti incaricati delle discipline nautiche all’interno dell’Ateneo genovese rivolgono all’argomento, sia esso oggetto di squisita ricerca teoretica o di applicazione sperimentale o di didattica, costituisce un valore aggiunto per la nautica italiana e per la sua crescita.
Le navi da crociera come quelle da diporto, maxi mega o superyachts, costituiscono infatti “il fiore all’occhiello” della nostra cantieristica, pochi sono i rivali al mondo e nonostante la recente crisi mondiale, continuano a rappresentare due attività di riferimento e d’eccellenza del settore.

Gli studenti del DAS
M. Carola Morozzo
Obiettivo della ricerca, infatti, è stato quello di definire, attraverso l’analisi di casi studio, delle classi tipologiche di riferimento relative agli aspetti compositivi attualmente adottati nella cantieristica navale. Successivamente il lavoro è stato orientato verso lo sviluppo di possibili soluzioni innovative considerando anche i possibili scenari futuri del comparto trattato.
Gli autori sono tre architetti impegnati a vario titolo nella ricerca e nell’attività didattica: Massimo Musio-Sale, Mario Ivan Zignego e Maria Carola Morozzo della Rocca.

“Viaggiare per viaggiare, anzi viaggiare per ben viaggiare”. Così scriveva Gò Ponti nel 1933, parole che ancor oggi rispecchiano i desideri di chi sogna di evadere dal quotidiano imbarcandosi su una nave e prendere il largo. II “ben viaggiare” ha origini lontane. Sin dagli anni ’20, sui liners, si è ricercato il comfort. Le navi dell'epoca esprimevano, all'interno dei propri saloni, quanto di più all'avanguardia si poteva concepire nella tecnica e nel design, trasportando a bordo magnifiche architetture d'interni.
Massimo Musio-Sale
La storia dei transatlantici è ricca di manufatti unici, sia per Ia forma dello scafo che per Ia linea delle sovrastrutture, ma tutti hanno trasmesso, attraverso Ia loro composizione architettonica, il messaggio che Ia tecnica costruttiva e l’arte decorativa possono fondersi nella ricerca della perfezione globale. Un cammino iniziato a fine ’800 che più volte è stato interrotto da eventi bellici, da rivoluzioni culturali e, non ultimo, dall'utilizzo massivo dell’aereo, che ha decretato negli anni '70 Ia fine dei liners e l'inizio dell’era della crociera. Nata come fenomeno esclusivo per una clientela romantica, un po’ decadente e legata alle tradizioni marinara, Ia crociera sfrutta inizialmente proprio i vecchi transatlantici, più o meno rimodernati. Ma presto si capisce che Ia cruise ship è tutt'altro.

M. Ivan Zigneco
La nave non è solo il mezzo di trasporto, è parte integrante della vacanza, è il villaggio turistico in movimento, è il lussuoso albergo galleggiante; le persone non sono più trasportate ma ospitate.