mercoledì 28 dicembre 2011

Cartografia antica in un poker di volumi che affascinano

Una collana che rappresenta un vero poker d’Assi per gli appassionati della storia della cartografia. Quattro preziosi volumi, formato cm 35x32, che offrono un’accattivante panoramica di un prodotto cartografico spesso ingiustamente trascurato negli anni passati dagli estimatori delle antiche carte geografiche e che ne illustrano l’evoluzione dai primi esemplari più rudimentali alle carte con le caratteristiche grafiche e artistiche spesso alla pari con l’arte del vedutismo vero e proprio.
Contemporaneamente richiama l’attenzione su carte sciolte, atlanti nautici e resoconti di navigazioni, che stanno acquistando e sempre più acquisteranno, presso i collezionisti e gli amatori, lo stesso interesse sinora riservato alla cartografia terrestre. Quattro preziosi album per gli storici, per i geografi, per i collezionisti, dovuti alla competenza degli autori, Renato Borr e Paola Presciuttini, che si leggono come un romanzo.  La Presciuttini è stata la bibliotecaria  dell'Istituto Idrografico della Marina, ossia l'ente cartografico di Stato, istituito nel 1873 a tutela della navigazione e della vita umana in mare, di cui, per molti anni, è stata anche l’interprete ufficiale.

Ha quindi avuto l'occasione di studiare le collezioni di carte nautiche confluite nella biblioteca dell’Istituto dagli enti cartografici preunitari, e anche di visitare le analoghe biblioteche specialistiche di svariati servizi idrografici stranieri.
I volumi sono cartonati e racchiusi ciascuno in un cofanetto che li impreziosisce. Sono i più venduti, nonostante il prezzo, centotre euro, tra i tanti titoli presenti negli scaffali della libreria. I titoli: L’Italia nell’antica cartografia 1477-1799, Le coste del Mediterraneo nella cartografia europea 1500-1900, L’Europa nell’antica cartografia e Coste del Mondo nell’antica cartografia europea 1500-1900.

La Carta Generale dell'Italia è il principale oggetto trattato nel primo volume, dall'epoca in cui fu chiamata Esperia (Terra dei tramonti), Enotria (Terra del vino) o Vitulia (Terra dei vitelli), sino alla realizzazione dell'informe modello (ancora in auge agli inizi del 1500) tramandato dal più importante geografo dell'antichità, l'alessandrino Claudio Tolomeo, nessun documento cartaceo ha potuto
evocare la figura dello stivale. Dalla metà del secolo XVI sino alla fine del secolo XVIII, invece, i progressi della scienza cartografica consentirono man mano di dare alla penisola italiana una delineazione sempre più simile a quella reale. Il periodo considerato, va dal 1477 (anno in cui venne stampata a Bologna la prima carta dell'Italia) al 1799 quando la cartografia del XIX secolo presenta raffigurazioni territoriali e trascrizioni grafiche degli elementi naturali ed antropici
con un grado di dettaglio così elevato da potersi considerare moderna.
Sono catalogate, descritte ed ordinate cronologicamente le più significative ed importanti carte generali dell’Italia (ne sono riprodotte circa 300, alcune delle quali sinora sconosciute ed inedite) ma anche, e soprattutto, ne sono studiate la genesi e analizzate le fonti.

L'Europa nell'antica cartografia ripercorre invece la storia del Vecchio Continente rivisitandone le stupende carte geografiche, lungo un percorso che dall'antichità classica, attraverso il Medioevo e il Rinascimento, conduce sino agli albori dei tempi moderni. Il materiale raccolto, dai preziosi esemplari manoscritti a quelli realizzati a stampa, consente di compiere un viaggio a ritroso nel tempo tra le regioni europee.
La prima parte del volume è dedicata alle problematiche legate alla sfericità della Terra e alla sua rappresentazione su superfici piane (con tutti i conflitti intellettuali da ciò generati), mentre la seconda è incentrata sulla definizione geografica del continente Europa, nonché sull’individuazione dei suoi abitanti e del momento in cui in essi si formò la coscienza e la consapevolezza di essere europei. Nella terza e quarta parte trova posto l’analisi, supportata da una minuziosa ricerca di fonti e informazioni geografiche, delle più significative carte manoscritte contenenti la rappresentazione, più o meno schematica, del continente europeo. Tale indagine è diretta all’identificazione, per contenuti, dei modelli fondamentali di dette carte e al loro riordino in gruppi di appartenenza.
La quinta e ultima parte riguarda le antiche stampe della regione europea considerata in toto, corredate dalla particolareggiata descrizione di quelle più eloquenti, suddivise per autori e, quindi, secondo un criterio prevalentemente storico-tipologico.Coste del Mondo nella Cartografia Europea 1500-1900
Oltre duecento vedute di costa di tutto il mondo, dal 1500 fino al 1900, si tratta della cartografia e delle vedute di costa che, fino ad anni recenti, comparivano sulle carte nautiche per aiutare il navigante a stimare il punto-nave riconoscendo la costa a vista. La carta nautica è stata un documento segreto gelosamente custodito e quindi conteso per secoli dalle potenze marinare: l’Ammiragliato britannico – di lì a poco imitato dagli altri enti cartografici di Stato europei – solo nel 1823 ne liberalizzò la vendita al navigante privato.
Ritratto di Mercatore, a sin.
Tale riservatezza si giustifica con la valenza politica ed economica della carta nautica che costituiva anche uno strumento di penetrazione territoriale e commerciale. Questo ne spiega in parte la limitatissima diffusione. Dei secoli XIII-XV, infatti, ne sono sopravvissute solo180, ma anche la produzione successiva è andata in gran parte dispersa per un insieme di motivi: la nave non offriva un ambiente idoneo alla conservazione, la carta era considerata uno strumento di lavoro e non un documento da preservare, la produzione era affidata a un ristretto numero di cartografi al servizio dello Stato prima di diventare – nel 1700 – prerogativa e patrimonio esclusivo degli organi cartografici governativi, che oggi ne sono i custodi istituzionali.
Coste del Mediterraneo: Questo volume, con le sue carte e vedute ci accompagna lungo una galleria inconsueta di immagini. I documenti sono stati raccolti per delineare, attraverso una selezione effettuata presso servizi idrografici, archivi e biblioteche in Italia e all'estero, un significativo percorso che evidenzi l'evoluzione dei profili costieri e della cartografia di costa. Le vedute offrono una fondamentale testimonianza delle modificazioni costiere, indipendentemente dalle finalità originarie del documenti. Sono state inserite anche immagini di provenienza diversa dalla carta nautica, quali si ritrovano per esempio nei portolani, in atti amministrativi o in resoconti di viaggi.


A sinistra: Statua del principe Gudea, un “documento cartografico” babilonese (2140 a.C.), assiso in trono con una tavoletta incisa che raffigura forse la pianta di un tempio, affiancata da un righello graduato.