martedì 5 aprile 2011

Cecilia Carrieri e il suo Mare Verticale

Mare.
Si consuma
il mare
immobile e salmastro
sotto il gelido biancore
di un’alba invernale.
Con un brivido
s’allontana
silenziosa
una barca:
il suo legno è umido,
impregnato di mare

Cecilia scrive poesie come Mare, quindi è una poetessa, Cecilia scrive anche romanzi, quindi è una scrittrice, Cecilia dipinge, quindi è una pittrice, Cecilia si arrampica come uno stambecco su per le montagne, quindi è un’alpinista, Cecilia va per gli Oceani, quindi è una skipper, ma soprattutto ora Cecilia pubblica libri, quindi è una editrice, è Mare Verticale, l’ultima nata tra le case editrici che parlano esclusivamente di Mare e dei suoi protagonisti. Parliamo di Cecilia Carrieri
Vi sembra poco? Eppure non è una super-woman, questa è semplicemente Cecilia Carreri, una over anta, ma l’età alle signore non si chiede, vicentina che scopre giovanissima l’amore per il mare con una deriva 470 in vacanza a Viareggio, che ha scalato le Alpi in lungo e largo e tanto per non guastare si è permessa una puntata in Himalaya e in Groenlandia, che a bordo di un Mumm 36, una barca da regata, si è fatta il Tirreno da sola, risalendo poi l’Adriatico fino a Venezia, capace di bordeggiare tutta la notte senza dormire, che, prima donna italiana, ha partecipato con Mare Verticale un Open 60, alla Transat Jacques Fabre, la traversata a cavallo di onde gigantesche da Le Havre, Francia, a Salvatore de Bahia, Brasile.
Ma la notizia più bella è il tentativo di Cecilia di partecipare al Vendée Globe 2012 come prima donna italiana. Il giro del mondo in solitario e senza assistenza, senza scali con il suo Open 60 Mare Verticale! Peccato che nessuna azienda italiana colga questa occasione come sponsor, le donne in mare fanno più notizia degli uomini, la pubblicità sarebbe grande. “Ho avuto contatti e incontri, dice Cecilia, con Fiat e Generali, ma la crisi finanziaria, la disoccupazione, i licenziamenti impediscono a molte aziende di investire milioni di euro in una barca a vela. Vedi infatti che fine ha fatto la Volvo Race di Soldini.”
Questa è Cecilia Carreri, così come la descrive il giornalista Alberto Pezzini: “donna bellissima a quanto pare, severa e squadrata nei princìpi come un blocco traslucido di basalto nero, volitiva come non mai, che manco un uomo, attirata da un sogno in cui si infila…”
Come alpinista ha partecipato a spedizioni in Himalaya, in Africa, in California, in Perù e ha attraversato il deserto del Tibesti, in Ciad.
A bordo di un Mumm 36, una barca tecnica disegnata dallo studio americano Farr e ideata per le regate dell’Admiral’s Cup, ha compiuto il periplo dell’intera penisola italiana. Nel 2005 a Dunkerque ha diretto il progetto di un Open 60 che ha chiamato Mare Verticale e con cui ha partecipato prima al Fastnet e, subito dopo come prima donna italiana, alla Transat Jacques Vabre, compagno della traversata era Joé Seeten, ha conquistato il nono posto, unica barca italiana al traguardo dopo il ritiro della coppia Soldini-Malingri
.  
Mare Verticale è anche il titolo del suo primo libro, edito da Mursia e dedicato “a tutti coloro che non riescono a realizzare i loro sogni e a coloro che neppure sognano”, il giudice-skipper si racconta, spiega i motivi di un passaggio emozionante e paradossale, dalle più alte cime dell'Himalaya alla vastità del mare e descrive la sua vera passione che l’ha indotta a deporre sci e zaino per mettersi al timone di un Mumm 36.
Nel secondo libro, sempre con Mursia, intitolato L’Oceano di Mare Verticale, racconta la storia di un grande progetto, la realizzazione di un sogno: la partecipazione ad una regata oceanica in barca a vela da Le Havre a Salvador de Bahia, passando al largo delle Azzorre, delle isole Canarie e di Capo Verde fino al passaggio sull'equatore. Chiusa l’esperienza con Mursia circa due anni fa si è messa in proprio e ha creato una sua casa editrice, Mare Verticale, per pubblicare per la prima volta in Italia le storie di grandi navigatori soprattutto francesi, quasi sconosciuti in Italia, e far conoscere le loro esperienze straordinarie. Il pubblico italiano ha letto e riletto le avventure di grandi navigatori quasi tutti scomparsi, da Moitessier a Tabarly, ma nulla sa della nuova generazione di skipper. Mare Verticale si propone, infatti, di pubblicare, con la collana “uomini e oceani”, i libri, già editi in Francia con grande successo, dei più grandi skipper francesi del circuito delle regate d'altura. Libri di straordinario interesse che faranno conoscere agli appassionati di vela italiani questi personaggi che anche in solitario, con barche da corsa di altissimo livello tecnologico, attraversano gli oceani. Perché il nome Mare Verticale? Così lo spiega la Carreri “Mare Verticale rappresenta un programma di vita, una vita tesa all'inseguimento di visioni, di sogni, al di là della vita quotidiana. È il simbolo dell'esplorazione, dell'avventura tra il mare e la montagna.”
Come prima uscita da editore la pubblicazione per la prima volta in Italia, di Una vita fra gli Oceani un libro di grande successo in Francia, dove ha già venduto più di 350 mila copie, scritto dal mitico navigatore francese Olivier de Kersauson. Ha avuto il privilegio di iniziare ad apprendere la navigazione a bordo delle barche Pen Duick di Eric Tabarly, con il quale ha condiviso molte regate oceaniche importanti. Poi ha continuato da solo, vincendo clamorosi record di velocità, a bordo di giganteschi trimarani. Vive tra la Bretagna, dove è nato, e Moorea, in Polinesia, nel Pacifico.
 La dura legge dell’Oceano è  scritto a due mani da Fabrice Amedeo e Sébastien Josse, uno degli skipper più importanti del momento nel circuito delle regate internazionali d'altura. In questo libro, edito in Francia da Glénat, Josse racconta della Volvo Ocean Race, il giro del mondo attraverso tutti gli oceani con una barca a vela di 70 piedi di cui fu comandante.
Una regata di risonanza mondiale, fatta con barche da corsa ad altissima tecnologia. Un racconto drammatico ed entusiasmante, tra onde oceaniche, mari ostili, carichi di iceberg, fino alla morte di uno dell'equipaggio, caduto in mare in piena notte e miracolosamente recuperato a bordo, proprio grazie alla grande capacità professionale di Sébastien Josse che poté così restituirne la salma ai familiari.
Il terzo libro è dello skipper francese Jean Le Cam, è l’autore di A vele spiegate, che ha iniziato a navigare con Éric Tabarly e ha vinto tre edizioni della Solitaria del Figaro, una delle regate più difficili al mondo. Ha partecipato a due edizioni del giro del mondo in barca a vela da corsa Open 60, senza equipaggio e senza scalo, nel 2004 e nel 2008, il celebre e unico Vendée Globe. Nell'ultima edizione, il 6 gennaio 2009, è stato protagonista di un impressionante naufragio salvandosi solo grazie alla sua eccezionale bravura. In questo libro, Le Cam ripercorre tutte le sue avventure, fino a descrivere questo eccezionale naufragio.
Infine Vincere tutti gli oceani di Michel Desjoyeaux, navigatore delle regate oceaniche d'altura, è il più grande skipper francese, e forse mondiale, di tutti i tempi, una vera leggenda. Il libro ha già venduto 20.000 copie in Francia, è l’autobiografia in cui Desjoyeaux, per la prima volta, si confida a tutto campo e ripercorre la sua carriera nel mondo della vela. Ha iniziato a navigare con Éric Tabarly, a vent'anni ha fatto la Withbread, oggi Volvo Ocean Race, ha partecipato a 10 edizioni della Solitaria del Figaro, vincendone 3, ha vinto due giri del mondo in solitaria, il Vendée Globe, nel 2000 e nel 2008, oltre ad altre tantissime vittorie, navigando su barche da corsa Open 60 e su un trimarano da 60 piedi. Nell'ultima edizione del Vendée Globe, partito per ultimo dopo un’avaria, ha risalito tutti i concorrenti, tagliando il traguardo per primo, un'impresa straordinaria che passerà alla storia. Il libro è corredato di fotografie a colori, con il lungo elenco delle vittorie sportive di Michel Desjoyeaux.

Il percorso del Vendée Globe 2012 

Il percorso del Vendée Globe girando per tutti gli oceani è un po’ più di ventiquattromila miglia, mentre il giro del mondo passando per l’Equatore sono quarantamila chilometri, ventimila e seicento miglia.
Ne riparleremo. Intanto auguriamo Buon Vento a Cecilia…