martedì 18 gennaio 2011

“Biondina Nera” abbandonata a un immeritato destino

Tullio Picciolini e Matteo Miceli
“Ciao a tutti! L’equipaggio di Biondina Nera è veramente triste per non aver portato a termine un'impresa sportiva che abbiamo compreso Vi stava appassionando. È stato un brutto momento vedere Biondina Nera abbandonata ad un immeritato destino.
”  
Ciao Biondina
, Buon Vento
!!!
Tullio & Matteo





 Dopo la grande paura per Matteo Miceli e Tullio Picciolini, finalmente al sicuro a bordo della Delia, il cargo che li ha recuperati in pieno Oceano Atlantico ad oltre 1.000 miglia dalle coste più vicine,  hanno telefonato per rassicurare tutti.
“E’ stata durissima – racconta Tullio Picciolini – perché l’abbordaggio della Delia è stato molto complicato. Ci eravamo messi d’accordo con il comandante che ci saremmo gettati in acqua per essere recuperati, ma al primo passaggio la nave aveva ancora abbrivio e ce la siamo vista brutta. Ci hanno lanciato una sagola ma era pericolosissimo tentare di prenderla. Al secondo passaggio il comandante si è presentato davanti a noi praticamente con la nave ferma e siamo riusciti a prendere la cima e issarci a bordo. Abbiamo preso un sacco di botte ma avevamo un’adrenalina tale in corpo che non sentivamo nulla. Abbiamo scalato quel muro di ferro senza neanche rendercene conto, incuranti di tutto”
“Stiamo bene anche se sono veramente sfinito e triste – continua Matteo Miceli – per aver perso Biondina Nera. Ma la situazione era tragica ed eravamo in balia delle onde. Non governavamo assolutamente e quando la nave si è avvicinata il mare era sempre grosso ed abbiamo avuto veramente paura di non farcela e che quel grattacielo di ferro ci venisse addosso.
Biondina nera in allenamento
Ma il comandante della Delia è stato bravissimo e lo ringrazierò per tutta la vita, così come l’armatore che non ha esitato a far deviare la nave per venire in nostro soccorso. Ora stiamo benissimo: abbiamo anche una cabina singola a testa. Un vero lusso. L’unico problema è che questa nave è diretta in Islanda e dovrebbe arrivare lì il 28 gennaio. Spero che ci facciano scendere prima, magari alle Azzorre… purché non ci ributtino in mare!”
Al telefono hanno già contattato tutti i familiari rassicurati dal sentire le loro voci assolutamente serene. Contentezza anche tra i tanti amici e appassionati che li seguono e nei loro circoli di appartenenza, la LNI di Ostia, di cui Tullio è Presidente, e lo Yacht Club Favignana la cui presidente, Chiara Zarlocco, ha seguito con ansia le fasi del recupero: “Peccato per il record, ma ci sono cose più importanti e saperli in salvo mi ripaga di ogni preoccupazione.”
(da www.italiavela.it)