venerdì 26 novembre 2010

Andar per Ustica aspettando l'alalunga di Maria Cristina

Ci siamo! mancano cinque giorni e cresce l'aspettativa e la curiosità per scoprire la squisitezza delle alalunga pescate nei bassi fondali delle secche distanti quindici miglia dal mare di Ustica, lavorate rigorosamente fresche, cucinate e messe sott'olio da Maria Cristina.
È un pesce della famiglia dei tonni, il Thunnus alalunga, il particolare sviluppo delle sue pinne pettorali gli hanno valso il nome di alalunga e anche di tonno dall'ala. Rispetto al tonno ha il corpo più affusolato, è di dimensioni molto più ridotte può raggiungere il metro di lunghezza, il peso medio sei, sette chili. Nulla in confronto ai tre metri per 500 e passa chili dei suoi cugini che si catturavano fino a pochi anni fa nelle tonnare siciliane.
La nostra Maria Cristina sceglie il pesce da lavorare
È una specie pregiata, per la sua carne tipicamente bianca dopo la cottura è chiamato tonno bianco. L'eccellente sapore, il particolare colore rosa chiaro e minor contenuto di sostanze grasse nelle sue tenere carni, rendono il tonno dalle ali lunghe veramente unico, soprattutto quello pescato nella tarda primavera.
Si mangia fresco cotto in tutte le maniere e si adatta splendidamente alla cucina mediterranea. Ustica ha una tradizione di pesca dell'alalunga che è nata con l'uomo, generazioni di pescatori ci hanno vissuto, ora però sono in via di estinzione, nel piccolo porto sono rimaste soltanto sette barche per la pesca d'altura per appena quindici pescatori di cui otto pensionati, come il loro decano, Renato Mancuso, quattro figli anche loro pescatori, nelle loro vene scorre acqua salata!
Ustica, una piscina naturale lungo la scogliera
Ora che le reti derivanti sono state messe al bando, per le catture si usano i palangari, centinaia di ami innescati con sarde, legati a lunghissimi cavi tesi tra due postazioni fisse.
Però sul mercato è considerato a torto un pesce di scarto, si vende molto meno del tonno, è poco conosciuto, meno sfruttato anche  perché è il risultato di una pesca sostenibile.
Se per caso siete in barca dalle parti di Ustica verso fine maggio e vi capita di pescarne una vi consigliamo la ricetta per un delizioso carpaccio: filetti di alalunga, cipolline fresche di Tropea, origano, pepe nero, poco, sale quanto basta, e qualche goccia di limone, senza esagerare