domenica 17 ottobre 2010

TRE PEZZI UNICI IN MOSTRA fari con la funzione di lampade

Gherlinda (nome di origine tedesca, corrisponde al nostro Linda) e suo marito Marco sono una giovane coppia che ama la natura, le montagne, il mare ed i loro abitanti (animati e non). Durante i loro lunghi cammini, qualcosa ha sempre catturato la loro fantasia: legni spiaggiati, tronchi di olivo, sassi. Si son appassionati alla raccolta di qualche “pezzo” interessante, che hanno ripulito dalla sabbia, dalla terra, e la fantasia ha fatto il resto: creando una collezione di oggetti d'arredo che colpisce per l'originalità.
Recentemente visitando la Bretagna hanno scoperto il famoso mondo dei fari francesi e ne sono rimasti affascinati tanto da indirizzare il loro appassionato hobby alla fattura di realistici modelli di quei fari (con la funzione di lampade) rigorosamente in scala. Tre di questi pezzi unici sono in vendita esclusivamente nella nostra Libreria.
Il più famoso è l'Ar Men, il più sperduto e leggendario dei fari francesi che sorge al largo dell'isola di Sein. Fu eretto sopra uno scoglio affiorante in pieno atlantico dove era quasii impossibile sbarcare. L'anno peggiore si racconta in Bretagna, fu il 1923, i marosi erano così giganteschi da scavalcare i 37 metri del faro. Il guardiano rimase imprigionato per più di tre mesi. Ogni mattina gli abitanti dell'isola, distante più di 20 miglia, scrutavano l'orizzonte per vedere se il faro era ancora intero oppure demolito dalla forza del maree un bel giorno il mare si placò. Il guardiano divenne famoso, ma per tutta la vita, non raccontò mai a nessuno la sua avventura che si trasformò in un segreto con il sapore di leggenda.
Il Faro di Pierre Noires invece si trova nell'arcipelago della Moléne a circa sei miglia dalla costa. È situato in un pericoloso tratto di mare caratterizzato da forti correnti che rendono la navigazione molto diffcile, spesoo è sovrastato quasi interamente dalle onde. Costruito con rocce di granito scuro, da cui il nome, fu ultimato nel 1871 con una altezza di 30 metri. In oassato il cambio dei guardiani avveniva grazie a un ponte mobile.
Infine il Faro St.Mathieu eretto a guardia della costa nord-occidentale della Bretagna, vicino a una abbazia benedetttina del 1200, è nella forma attuale dal 1835.
I geografi latini chiamavano la Bretagna “finis terrae”, la fine della terra, in bretone “pen ar bed”, la punta dell'universo, dopo c'è l'oceano che si sfida o dal quale ci si protegge.