giovedì 8 novembre 2018

Un libro che accende i nostri ricordi scolastici

Il prossimo 29 capita di giovedì e al solito orario, le 18.30, in libreria presentiamo un nuovo libro: L’ultimo sogno delle scopritore di Troia, Heinrich Schliemann e l’Italia (1858 – 1890), ovvero l’affascinante storia dell’imprenditore e archeologo tedesco, una delle figure più importanti nel mondo dell’archeologia per la rilevanza della scoperta da lui compiuta nel XIX secolo: la scoperta di Troia. Anche l’autore del libro, Massimo Cultraro, è archeologo oltre che primo ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Catania, insegna Paletnologia e Preistoria Egea presso l’Università di Palermo. Ecco la scheda del libro.
 Nel 1858 H. Schliemann (1822-1890) compie il suo primo viaggio in Italia da turista ed uomo di affari. Non è ancora il personaggio famoso che il mondo celebrerà come lo scopritore di Troia.

mercoledì 7 novembre 2018

Nella nostra libreria calendari 2019 per tutti i gusti e esigenze

State già pensando al calendario 2019 che volete appendere sulla parete della cucina o dello studio? Allora affrettatevi a fare una visita nella nostra libreria e avrete l’imbarazzo della scelta. Sia nel prezzo, da 9 a 40 euro, che nel formato, dal 30x10 di Sea 2019 al 48x68 la Grande Vela di Franco Pace. Nelle immagini a fianco i calendari 2019 che abbiamo selezionato per Voi, Amici de Il Mare: fatti di vele, spiagge, fari, oceano...
Ci accompagna da più di duemila anni. Così come lo conosciamo noi, è nato a Roma. È stato prima lunare, quello di Romolo, e poi solare grazie a Giulio Cesare. Qualche correzione la dobbiamo ad Augusto, che fra le altre cose ci terrà a dedicare al suo predecessore il mese di Luglio e poi a Papa Gregorio che darà una sistematina definitiva al pasticcio dei bisestili, per evitare che la Pasqua scivolasse dentro al Natale.
Il fiocchetto ce lo mette Papa Innocenzo XII che definisce una volta per tutte la sua data di inizio, il 1 gennaio. Per quel mix di religiosità e ritualità pagana che permea tante delle nostre tradizioni già all’epoca di Cesare, nel giorno del 1 gennaio avevano luogo banchetti luculliani e festeggiamenti sfrenati in onore di Giano Bifronte, il dio di “tutti gli inizi”, protettore delle porte e simbolicamente anche dell’anno che se ne andava e di quello che veniva. Nel suo nome c'è tutto il pragmatismo dell'Antica Roma: in latino significava libro di credito e delle scadenze, perché gli interessi maturavano il primo del mese. È chiaro che stiamo parlando del calendario : il 'calendarium' dei latini. Misura del sole, delle stagioni, della luce, organizzazione ed evoluzione del nostro tempo. Nei moderni calendari ci si può trovare di tutto, i nomi dei santi, le feste (e le storie) nazionali, le fasi della luna, il fluttuare delle albe e dei tramonti, le ricette di stagione, i segni zodiacali. E ognuno può scegliere di aggiungerci le cose che più ama, in modo che gli facciano compagnia per tutto l'anno. Noi ovviamente abbiamo scelto il mare.
Annalucia Nicosia

lunedì 5 novembre 2018

La stima: 5,25 miliardi di pezzi di plastica inquinano i nostri mari

La crociata per vietare i sacchetti di plastica è diventata negli ultimi anni una componente importante del movimento ambientalista tradizionale, e le ragioni di ciò non sono misteriose. Non solo è ben documentato che i sacchetti di plastica possono richiedere anni per decomporsi nelle discariche, ma sappiamo anche che possono ostruire le discariche, soffocare la vita marina e sono un incubo per i sistemi fognari. L’impatto negativo dei sacchetti di plastica è così estremo che molti paesi in tutto il mondo hanno preso provvedimenti per imporre tariffe o vietare l’uso dei sacchetti di plastica, una tendenza iniziata con il Bangladesh nel 2002 e proseguita da ultimo con il Kenya nel 2017. Il lungo racconto che segue Fabrizio Carbone lo ha scritto nel 1987 per la rivista Aqua. È ancora di estrema attualità. Lo riportiamo integralmente.
Un grido improvviso. Qualcuno si sbraccia dal parapetto della motonave “Pascali” in navigazione venerdì 4 luglio scorso da Olbia a Civitavecchia e indica in mare un dramma che si e consumato nella spazio di un paio di minuti e che solo pochi hanno vissuto. Una tartaruga marina e finita con la testa e una delle zampe dentro a una busta di plastica lattiginosa e inerte e non e riuscita a liberarsi in tempo. Cosi e stata vista girare su se stessa, presa dal risucchio delle eliche, dal frangere dell'onda provocata dalla prua della nave. E con quel sacchetto soffocante addosso e scomparsa per sempre. Un dramma da poco, dirà qualcuno. Ma chi ha vista l’animale morire in quel modo ha provato dolore e rabbia impotente e non ha potuto fare a meno  di restare a guardare verso l'orizzonte di un mare di sacchetti di plastica galleggianti: uno, due, anche tre ogni due secondi. Ovunque. La plastica è tra i sassi dei